Il Fronte di liberazione nazionale corso-Unione dei combattenti (Flnc-Uc) ha minacciato i cittadini francesi continentali e le altre persone non originarie della Corsica che intendono stabilirsi sull’isola, invitandoli a “restare a casa” e avvertendoli che, in caso contrario, non dovranno “considerarsi al sicuro” sul territorio corso. La minaccia è stata formulata durante una conferenza stampa clandestina alla quale ha partecipato in esclusiva il quotidiano “Corse-Matin” e i cui contenuti sono stati diffusi ieri sera.
Una quindicina di persone incappucciate e armate, riunite in un luogo segreto e in una data non precisata, hanno inoltre respinto il progetto di autonomia della Corsica attualmente in discussione, definendolo una “mascherata”.
Il testo di revisione costituzionale, approvato dall’Assemblea nazionale francese (camera bassa del Parlamento) il 23 giugno, dovrà essere esaminato dal Senato (camera alta) a partire dal 21 ottobre. Secondo il Flnc-Uc, il progetto “porta alla negazione dell’esistenza del nostro popolo e al rinnegamento delle principali rivendicazioni degli ultimi decenni”. Il gruppo ha dichiarato di trovarsi “già nella fase successiva al processo di Beauvau”, un riferimento ai negoziati avviati dal governo francese sul futuro istituzionale dell’isola, e ha invitato il movimento nazionalista corso, definito “quello della resistenza”, a individuare “le vie e i mezzi per creare un nuovo equilibrio di forza politica”.
Il Flnc-Uc ha quindi denunciato quella che considera una “colonizzazione demografica galoppante”, attribuita all’arrivo ogni anno sull’isola di quasi cinquemila persone, “in grande maggioranza francesi”, per motivi di lavoro o in conseguenza dell’aumento definito “folle” delle seconde case. “In attesa che i nostri diritti nazionali siano riconosciuti e rispettati, abbiamo un solo messaggio da rivolgere loro: restate a casa”, ha affermato il gruppo. “In caso contrario, non consideratevi al sicuro sul nostro territorio nazionale”, ha aggiunto. Il Flnc-Uc ha ribadito di perseguire “l’indipendenza nazionale”, sostenendo tuttavia che continuerà a svolgere il proprio ruolo appoggiando, attraverso “sforzi di pace per il momento unilaterali”, tutte le iniziative capaci di condurre a una soluzione politica conforme alle aspirazioni della popolazione corsa.


















