Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS ha trasmesso una segnalazione urgente e una contestuale istanza di accesso alle informazioni ambientali in relazione alla consistente fumosità scura osservata nel pomeriggio del 19 luglio 2026, apparentemente proveniente dallo stabilimento Sarlux/Saras.
Il fenomeno è stato documentato fotograficamente da differenti punti del territorio. La fumosità risultava chiaramente visibile sia dall’area costiera sia dal centro abitato di Sarroch ed era ancora particolarmente intensa intorno alle ore 19:00.
Nello stesso arco temporale, nel territorio abitato è stata inoltre segnalata una marcata molestia olfattiva, descritta dai cittadini come un odore intenso e anomalo.
Dalle sole immagini e dalle segnalazioni olfattive non è possibile stabilire la natura dei gas inviati in torcia, la composizione delle emissioni, le cause tecniche dell’episodio o la sua eventuale rilevanza ambientale e sanitaria.
Proprio per questo motivo il Comitato ha chiesto che siano gli enti tecnici e di controllo a fornire una ricostruzione ufficiale, completa e documentata dell’accaduto.
La PEC è stata indirizzata, tra gli altri, al Comune di Sarroch, ad ARPAS, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a ISPRA, alla Regione Sardegna, alla Prefettura di Cagliari, alla Protezione Civile regionale, alla Città Metropolitana di Cagliari e alla ASL n. 8. Sarlux è stata informata anche ai fini della conservazione della documentazione tecnica originaria.
Il Comitato ha chiesto di conoscere innanzitutto l’orario esatto di inizio e conclusione dell’evento, la durata complessiva della fumosità visibile, la torcia interessata e gli impianti collegati.
È stato inoltre domandato di accertare:
- la causa dell’invio di gas in torcia;
- l’eventuale verificarsi di guasti, anomalie, blocchi, fermate, riavvii o variazioni operative;
- la natura, la composizione e la quantità dei gas inviati alla torcia;
- la quantità complessiva di gas combusto;
- i valori di portata, pressione e temperatura;
- il funzionamento dei sistemi di assistenza alla combustione;
- le ragioni della produzione di una fumosità tanto scura, densa ed estesa;
- l’eventuale presenza di condizioni di combustione incompleta;
- la classificazione attribuita dal gestore all’episodio.
Particolare attenzione è stata riservata ai dati delle centraline ambientali, dei sistemi interni di monitoraggio e delle stazioni meteorologiche riferiti all’intera durata dell’evento.
Il Comitato ha chiesto di verificare eventuali variazioni delle concentrazioni di particolato, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, benzene, idrocarburi non metanici, composti organici volatili e idrogeno solforato.
È stata inoltre richiesta una valutazione tecnica sull’eventuale correlazione tra l’attivazione della torcia, la fumosità scura e la molestia olfattiva percepita nel centro abitato.
Tra gli elementi che dovranno essere chiariti vi sono anche le eventuali comunicazioni trasmesse da Sarlux agli enti competenti ai sensi dell’Autorizzazione integrata ambientale e del Piano di monitoraggio e controllo.
Il Comitato ha chiesto che siano indicati gli orari di invio e ricezione delle comunicazioni, la classificazione dell’evento e gli eventuali sopralluoghi o accertamenti effettuati da ARPAS, Vigili del Fuoco o altri organi di controllo.
È stato richiesto anche di conoscere lo stato di effettiva operatività, validazione e disponibilità dei sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni della torcia interessata, compresi gli eventuali sistemi CEMS, nonché i dati registrati durante l’episodio.
Uno dei punti principali della segnalazione riguarda la necessità di preservare integralmente la documentazione tecnica relativa all’evento.
Agli enti di vigilanza e controllo è stato chiesto di adottare le iniziative necessarie affinché il gestore assicuri la conservazione dei dati, evitando cancellazioni, sovrascritture, dispersioni o alterazioni.
La richiesta riguarda, in particolare:
- log DCS e sistemi di controllo;
- sequenze degli allarmi;
- registri delle torce;
- dati di portata e composizione dei gas;
- registri operativi e di turno;
- comunicazioni interne ed esterne;
- registrazioni video degli impianti;
- dati meteorologici;
- dati delle centraline ambientali;
- registri di manutenzione;
- dati grezzi e validati dei sistemi di monitoraggio;
- eventuali relazioni preliminari o definitive predisposte dal gestore.
Il Comitato ha inoltre chiesto al Comune di Sarroch di fornire alla popolazione una comunicazione tempestiva sulle cause e sulla natura dell’episodio.
«Non stiamo attribuendo cause né formulando conclusioni sulla base di una fotografia. Stiamo facendo esattamente il contrario: chiediamo che vengano acquisiti i dati, ricostruiti gli orari e svolti gli accertamenti tecnici necessari», dichiara il presidente del Comitato, Giovanni Paolo Masu.
«Quando una fumosità di queste dimensioni è visibile dal centro abitato ed è accompagnata da odori anomali, i cittadini hanno il diritto di sapere che cosa sia accaduto, quali sostanze siano state trattate, se i sistemi di combustione e monitoraggio abbiano funzionato correttamente e quali comunicazioni siano state inviate agli enti».
«Non è accettabile che la popolazione debba conoscere episodi di tale evidenza semplicemente guardando il cielo o attraverso le fotografie diffuse dai cittadini. Servono informazioni ufficiali, controlli tempestivi e piena trasparenza».
L’istanza è stata presentata ai sensi del D.Lgs. n. 195/2005, che disciplina l’accesso del pubblico alle informazioni ambientali.
A ciascuna amministrazione è stato chiesto un riscontro autonomo sugli atti, sui dati e sulle comunicazioni dalla stessa detenuti, ricevuti o acquisiti.
Il Comitato attenderà ora le risposte degli enti e renderà pubblici gli elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto.

















