Ci sono serate in cui la storia vibra ma non pesa mai, ed è proprio quello che in migliaia abbiamo vissuto alla Fiera di Cagliari per il concerto di Ian Anderson e dei Jethro Tull.
Oltre 1.500 spettatori con una scaletta di brani-icona del progressive rock che hanno abbracciato intere generazioni.
La band britannica ha ripercorso una carriera iniziata nel 1967 e caratterizzata da un linguaggio unico, che fonde rock progressivo, folk, blues e musica classica in una formula diventata inconfondibile, con brani come ‘Some day the sun’ a ‘A song for Jeffrey’, passando per ‘Songs from the wood’, ‘Beggars Farm’, ‘The navigators’, ‘Donkey’, prima del finale con ‘Budapest’, ’Aqualung’, ‘Locomotive breath’ e ‘Cheerio bows’ che hanno infiammato una serata già bollente per le temperature.
Ian Anderson, il “flauto d’oro”, non ha mai accettato etichette: se per anni è stato descritto come il giullare del rock o un menestrello moderno che avanza su una gamba sola, insomma una leggenda che torna in Sardegna per la terza volta e che per la terza volta incanta il pubblico sardo.
I Jethro Tull hanno annunciato l’uscita della storica raccolta “M.U. – The Best Of Jethro Tull”, primo greatest hits ufficiale della band che torna nei negozi per celebrare il suo cinquantesimo anniversario.
Pubblicata originariamente nel gennaio 1976, la compilation verrà riproposta il 31 luglio in una nuova edizione limitata in vinile, curata personalmente da Ian Anderson.
La ristampa presenta una nuova masterizzazione half-speed, pensata per valorizzare ulteriormente la qualità sonora delle registrazioni originali. Il lavoro è stato realizzato da Miles Showell presso gli storici Abbey Road Studios, utilizzando i master originali.
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