Quattro giornate di incontri, reading e contaminazioni tra linguaggi, capaci di richiamare complessivamente circa 3.000 presenze. Si è concluso ieri nella Peschiera Mar’e Pontis a Cabras il programma principale della quinta edizione del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama. Un risultato che conferma il successo crescente della manifestazione e la sua capacità di avvicinare pubblici differenti attraverso un programma nel quale archeologia, storia, letteratura, fumetto e musica diventano strumenti per raccontare il patrimonio culturale e il territorio con linguaggi contemporanei.
«Siamo molto impegnati, ma anche molto soddisfatti – ha commentato il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni –. Questa è la diciannovesima serata del nostro Festival e riuscire ad avere così tante persone presenti rappresenta un risultato importante per un territorio come il nostro. L’alternanza dei generi scelta dalla direzione artistica ha suscitato grande interesse».
La partecipazione registrata durante l’intera manifestazione consolida il Festival come uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’estate nel Sinis. Un progetto che, edizione dopo edizione, rafforza il rapporto tra la comunità, i luoghi dell’archeologia e le diverse forme della narrazione, trasformando il patrimonio in materia viva, capace di dialogare con il presente.




















