“Questa variazione di bilancio contiene numerosi interventi utili e necessari, ma adesso si deve rafforzare la dimensione strategica della programmazione regionale. La Sardegna ha bisogno di una politica che guardi oltre l’emergenza e che metta al centro il lavoro, la sanità, l’industria, l’energia, i trasporti e la coesione territoriale”. Così la Uil Sardegna nelle osservazioni presentate alla terza commissione Bilancio del Consiglio regionale per le audizioni sulle variazioni di bilancio. Il sindacato esprimendo una valutazione positiva degli interventi previsti dalla Regione ha evidenziato una serie di criticità e priorità che meritano “un approfondimento da parte della Commissione e del Consiglio regionale”. Secondo la Uil Sardegna il provvedimento tocca tutti i settori della vita economica e sociale dell’Isola ma “emerge una certa frammentazione degli interventi – spiega -.
Spesso manca una visione strategica complessiva che colleghi le singole misure a un progetto di sviluppo dell’Isola”. Secondo il sindacato “la Sardegna ha bisogno di una programmazione che individui chiaramente le priorità e misuri i risultati ottenuti attraverso indicatori concreti e verificabili”. Nelle osservazioni la Uil Sardegna analizza punto per punto gli interventi previsti a partire dalla sanità con gli investimenti destinati alla medicina territoriale, alle Case della Comunità, agli Ospedali di Comunità. “Ma non basta finanziare le strutture se non si affronta contemporaneamente il problema del personale – precisa il sindacato -. Oggi il vero rischio è quello di realizzare edifici e servizi che non riescono poi a funzionare pienamente per la mancanza di medici, infermieri, operatori sociosanitari e tecnici. Chiediamo quindi che a ogni investimento infrastrutturale corrisponda un piano chiaro di assunzioni, stabilizzazioni e mobilità del personale sanitario”.
ùSugli enti locali la Uil Sardegna considera positivo il sostegno ai comuni e alle province “ma sarebbe opportuno definire con maggiore chiarezza i criteri che guidano la distribuzione delle risorse”. Sul fronte dei lavori ed edilizia residenziale il sindacato promuove gli interventi destinati ad Area, ma chiede che venga data priorità al recupero del patrimonio abitativo esistente. Per quanto riguarda i trasporti “i 30 milioni di euro destinati alla continuità dei servizi rappresentano un segnale significativo. Ma la Sardegna continua a soffrire di un grave deficit di mobilità interna ed esterna. Occorre sapere con precisione quali servizi verranno rafforzati e quali benefici concreti ne deriveranno per studenti, lavoratori e cittadini”. Nelle osservazioni il focus centrale del sindacato rimane industria, energia, innovazione e lavoro.
“Su questo punto riteniamo che il provvedimento non sia ancora all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte – spiega la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru -. La Sardegna continua a vivere una crisi industriale profonda, che interessa Portovesme, Porto Torres, il Sulcis, Macchiareddu e numerose altre realtà produttive. Le risorse previste per ricerca, innovazione e competitività rappresentano un passo avanti, ma appaiono ancora insufficienti. La nostra organizzazione continua a sostenere la necessità di una vera politica energetica regionale che consenta di ridurre il costo dell’energia”. Secondo il sindacato sono tanti gli spunti validi nella variazione di bilancio ma occorre più programmazione: “Le risorse pubbliche devono tradursi in risultati concreti, misurabili e verificabili – conclude la Uil Sardegna -. Solo così potremo garantire ai cittadini sardi non soltanto risposte immediate, ma una prospettiva di crescita, sviluppo e giustizia sociale per il futuro dell’Isola”.















