Adiconsum Sardegna ha trasmesso alla Regione Autonoma della Sardegna, all’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna (EGas), all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) e all’Antitrust un articolato documento di osservazioni e proposte in merito alla segnalazione dell’Autorità per la concorrenza del 26 maggio scorso riguardante la gestione del Servizio Idrico Integrato della Sardegna.
L’associazione ribadisce il proprio sostegno alla gestione pubblica dell’acqua quale bene comune e servizio pubblico essenziale, ma sottolinea che la gestione pubblica deve garantire ai cittadini qualità, efficienza, trasparenza e piena tutela dei diritti degli utenti.
Secondo Adiconsum, i dati richiamati dalla stessa Antitrust e dalla Relazione EGas sul Servizio Idrico Integrato evidenziano criticità non più rinviabili. Cinque dei sei principali indicatori di qualità tecnica definiti da Arera risultano infatti ancora classificati come insufficienti o scarsi, con problemi che riguardano le perdite di rete, la qualità dell’acqua distribuita, l’adeguatezza del sistema fognario, la resilienza delle infrastrutture e la depurazione.
Particolare preoccupazione desta la consistenza delle disponibilità finanziarie accumulate dal gestore. Secondo i dati richiamati dall’Agcm, la liquidità di Abbanoa ha raggiunto i 314,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024, importo che dovrà essere aggiornato alla luce dei risultati del bilancio 2025. Per Adiconsum tali risorse devono essere immediatamente utilizzate per un piano straordinario di investimenti finalizzato alla riduzione delle perdite idriche, all’ammodernamento delle reti, al miglioramento della qualità dell’acqua distribuita, all’efficientamento energetico degli impianti, alla modernizzazione dei sistemi di depurazione e alla riduzione dei costi di gestione.
“Le somme derivanti dalle tariffe pagate dagli utenti devono essere reinvestite subito per migliorare il servizio e ridurre i costi di gestione – afferma il Presidente Giorgio Vargiu – Se tali risorse non venissero impiegate in tempi certi e con risultati verificabili, dovranno tradursi in un beneficio diretto per gli utenti attraverso adeguate riduzioni tariffarie.”
Nel documento trasmesso alle istituzioni, Adiconsum Sardegna chiede inoltre la verifica urgente della consistenza e della destinazione della liquidità accumulata; la predisposizione di un piano straordinario di investimenti finanziato con le risorse eccedenti; una maggiore trasparenza sulle tariffe applicate e sul rapporto tra entrate tariffarie, investimenti e risultati conseguiti; la pubblicazione di una roadmap con obiettivi misurabili per il miglioramento degli indicatori di qualità del servizio; l’istituzione presso EGas di un Tavolo permanente di consultazione delle associazioni dei consumatori; un monitoraggio pubblico e periodico degli investimenti realizzati e della qualità percepita dagli utenti; la verifica da parte di Arera della coerenza tra livelli tariffari, investimenti programmati e qualità effettivamente erogata; il proseguimento dell’attività di monitoraggio da parte dell’Agcm sulle criticità evidenziate nella Segnalazione AS2175.
“La gestione pubblica dell’acqua trova la propria legittimazione nella capacità di reinvestire le risorse generate dal servizio a favore della collettività, i cittadini sardi hanno diritto a vedere trasformate le somme che versano attraverso le bollette in investimenti, qualità del servizio e benefici concreti per il territorio” – conclude Vargiu.



















