La UIL-FP Sardegna prende atto con stupore e disappunto della scelta adottata dalla Giunta Regionale nella gestione della vertenza relativa al comparto unico e al superamento delle disparità retributive esistenti tra i dipendenti del sistema Regione e i dipendenti degli Enti Locali. Si apprende infatti dalla stampa che diversi esponenti della Giunta Regionale continuano a confrontarsi con soggetti privi di qualsiasi legittimazione giuridica e contrattuale, mentre le Organizzazioni Sindacali, alle quali sono attribuite le prerogative di rappresentanza e contrattazione, non sono ancora state formalmente convocate a seguito dell’approvazione della legge regionale n. 11 del 9 aprile 2026, di adeguamento della L.R. n. 28/2025, pur avendo le stesse, inviato a più riprese, richieste di incontro e di confronto. Tale metodo appare assolutamente contraddittorio rispetto alle dichiarazioni di disponibilità da parte dell’Amministrazione Regionale alla definizione della vertenza del Comparto Unico, infatti, continuando ad interloquire con soggetti privi di qualsiasi potere contrattuale, quindi esclusi dalla sottoscrizione di accordi e contratti, tali dichiarazioni non potranno mai concretizzarsi, palesando l’impressione di una evidente e consapevole diversa finalità.
Si tratta di una scelta assolutamente irrispettosa nei confronti delle rappresentanze sindacali che rappresentano migliaia di lavoratori, che rischia di trasformare un tema estremamente serio in una mera operazione di comunicazione politica tesa a dimostrare a parole disponibilità, nei fatti 1 2 invece, interagendo con chi solo virtualmente rappresenta i lavoratori, una evidente indisponibilità a trattare concretamente e con i legittimi interlocutori il problema.
Destano inoltre stupore le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’Assessore agli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione in data 27 maggio scorso, secondo cui sarebbe ancora necessario “effettuare la mappatura del personale in modo da quantificare le differenze retributive”. Si tratta infatti di un’attività avviata già da tempo e che, per sua stessa natura, non potrà mai restituire una fotografia definitiva e immutabile, considerato che gli organici degli enti locali sono soggetti a continue e talvolta giornaliere variazioni (si vedano pensionamenti, dimissioni, nuove assunzioni, progressioni verticali e procedure di mobilità). La scrivente organizzazione con la nota del 12 gennaio scorso aveva chiesto chiarezza in merito alle effettive risorse che si intendevano impegnare per il fabbisogno del Comparto Unico, anche in considerazione della vertenza entrate con il Governo.
Tuttavia, non avendo avuto riscontro alla stessa, ha dovuto prendere atto di un dato oggettivo: nel disegno di legge non è stata prevista alcuna risorsa, nonostante le dichiarazioni rese dalla Presidente della Regione il 12 maggio scorso e i numerosi impegni pubblicamente assunti da diversi esponenti della maggioranza. Appare quindi evidente come il richiamo alla necessità di ulteriori mappature sia solo l’ennesimo rinvio di una decisione politica che la Regione continua a non assumere, tale circostanza appare particolarmente grave se si considera che il tema del Comparto Unico ha rappresentato uno dei punti centrali del dibattito politico e della stessa campagna elettorale. Ancora più grave è quanto emerge dal comunicato diffuso da un organismo privo di rappresentatività sindacale a seguito dell’incontro con l’Assessore alla <Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio= nel quale si riferisce che quest’ultimo avrebbe manifestato l’intenzione di sottoporre la questione all’attenzione della Giunta. Se tale ricostruzione corrispondesse al vero, sarebbe inevitabile rilevare come la Giunta stia prendendo in considerazione solo oggi l’aspetto economico della problematica, nonostante quanto più volte evidenziato dalle Organizzazioni Sindacali.
Alla luce di quanto rappresentato, nonché del recente insediamento dell’ARAN Sardegna, la scrivente Organizzazione chiede alla Giunta regionale di chiarire quali siano le reali intenzioni dell’Amministrazione rispetto al percorso di equiparazione e valorizzazione del personale degli Enti Locali, avviando finalmente un confronto concreto con le Organizzazioni Sindacali, uniche titolate a rappresentare i lavoratori nelle sedi proprie della contrattazione e delle relazioni sindacali. In assenza di risposte e di atti concreti, il rischio è che le aspettative alimentate negli ultimi mesi si traducano nell’ennesima delusione per migliaia di lavoratrici e lavoratori che attendono da troppo tempo il riconoscimento della propria dignità professionale ed economica.
Considerando terminato il bonus temporale generosamente concesso, vediamo sempre più concreta la possibilità di una nuova grande manifestazione che vi vedrà impegnati a governare non più con promesse ma con impegni seri, concreti e certi un malcontento non più gestibile a parole.





















