“Abbiamo le prove che qualche giorno fa a Douma, in Siria, armi chimiche sono state usate dal regime di Bashar al Assad. In particolare è stato accertato l’utilizzo del cloro”. Sono le parole del presidente francese Emmanuel Macron in riferimento ad un presunto attacco che causò, secondo i caschi bianchi, più di 40 morti. “Prenderemo delle decisioni quando lo riterremo più opportuno”, ha aggiunto.
Stesse furono le parole di sdegno da parte di Trump, Jens Stoltenberg allora segretario generale della NATO, Theresa May, poi Angela Merkel e tanti altri.
In Italia l’indignazione aveva colpito anche qualche cialtrone della tv, dell’informazione e della comicità, come Littizzetto, Roberto Saviano, la Boldrini, Fabio Volo, Alessia Marcuzzi, Michelle Hunziker e tanti altri.
La ridicola campagna di sensibilizzazione sociale fu lanciata nell’aprile 2018 per protestare contro l’uso di armi chimiche nella guerra civile siriana, in particolare dopo l’attacco a Douma.
La protesta è nata da Muhammad Najem, un ragazzo siriano di 15 anni che all’epoca documentava gli orrori della guerra attraverso i social media e che chiese alle persone di tutto il mondo di scattarsi una foto con la mano che copre bocca e naso.
Il gesto simboleggia il soffocamento causato dai gas tossici e il silenzio assordante del mondo davanti a tali atrocità.
In Italia, la campagna ha ottenuto una vastissima risonanza grazie allo scrittore Roberto Saviano, che ha promosso l’iniziativa sui suoi canali social utilizzando l’hashtag #stopchemicalattacks.
In quelle settimane, che poi portarono alle bombe americane contro i civili siriani, scrissi vari articoli e feci varie interviste raccontando altre verità, ma i paladini occidentali subito lanciarono contro di me odio e infamia.
Raimondo Schiavone, Alessandro Aramu, Pino Cabras furono le persone con le quali cercammo di raccontare un altra narrativa della vicenda.
Oggi a distanza di nove anni, possiamo affermare con chiarezza che Assad non attaccò il suo popolo e che quella campagna fu una ridicola propaganda antisiriana finanziata e promossa dalle forze “oscure” dell’Occidente e che servì, come nel caso delle donne in Iran, per ammorbidire i popoli occidentali al sostegno ad una futura guerra.
Ma cosa è successo? I due ispettori Ian Henderson e Brendan Whelan, entrambi coinvolti nell’inchiesta OPCW su Douma, che allora contestarono la narrazione dominante e le conclusioni ufficiali dell’organizzazione e parlarono di pressioni interne nella gestione del dossier, nel 2018 vennero sanzionati e oggi entrambi invece il Tribunale Internazionale ha stabilito che l’OPCW aveva sanzionato illegittimamente i due.
Ma cosa più importante, nel procedimento sono emersi elementi che confermano come si cercò in tutte le maniere di indirizzare il tutto contro Assad e il suo legittimo governo.
L’ l’OPCW non è altro che l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, il principale organismo internazionale di controllo e verifica in materia che ha usato strumentalmente il suo ruolo per portare alla destabilizzazione della Siria, alleata della Russia e dell’Iran.
I conti tornano sempre e l’Occidente si dimostra sempre per quello che è, una fogna con tanti codardi pronti a lanciare ridicole campagne pur di mistificare la verità.




















