A Quartu Sant’Elena si rinnova l’appuntamento con Pintai Bisus, il progetto culturale – quest’anno alla sua quinta edizione – promosso dall’associazione Elenaledda Vox con il contributo dell’Amministrazione Comunale: in programma quattro serate, il 28 e 29 maggio e il 5 e 6 giugno, negli spazi dell’Ex Caserma di via Roma con ingresso libero e gratuito. Inserito nel cartellone di Mare e Miniere, la rassegna itinerante di musica, teatro e danza che si snoda tra primavera e autunno in vari centri dell’Isola, Pintai Bisus si riconosce questa volta in tre parole chiave – generare, custodire, trasformare – che ne definiscono non soltanto il tema, ma anche la sua visione culturale e civile; in un tempo frammentato e veloce, l’iniziativa a Quartu continua a proporsi come spazio necessario di elaborazione collettiva: un luogo capace di generare pensiero critico e relazioni, di custodire memoria e patrimonio simbolico, di trasformare l’eredità ricevuta in energia viva e condivisa.
Fin dal suo esordio, Pintai Bisus ha rappresentato un momento riconoscibile di incontro tra linguaggi artistici differenti, trattando – nel corso delle quattro precedenti occasioni – temi legati alla città, alla lingua, al paesaggio e ai conflitti contemporanei. La quinta edizione rappresenta ora un momento di bilancio e di nuova apertura, consolidando il ruolo della rassegna nel panorama culturale di Quartu: cinque anni di attività costituiscono infatti un tempo significativo per misurare la continuità del progetto, il suo radicamento nella comunità e la capacità di mettere in relazione artisti, operatori culturali, istituzioni, generazioni e pubblico.
Pintai Bisus si conferma così non come una semplice successione di eventi, ma come un dispositivo culturale capace di produrre parole, suoni, visioni e relazioni: cultura intesa non come ornamento, ma come pratica collettiva attraverso cui una comunità riconosce la propria memoria, interpreta il presente e immagina il futuro.
- Al via giovedì 28 maggio con un incontro pubblico sulla città come laboratorio culturale attivo
Si comincia, dunque, giovedì 28 maggio all’Ex Caserma di via Roma con una serata dedicata alla città e al suo presente culturale. A partire dai cinque anni di attività di Pintai Bisus, prenderà forma alle 19 un confronto pubblico sulle energie culturali attive a Quartu Sant’Elena, sulle realtà nate o cresciute negli ultimi anni, sulle criticità ancora presenti e sulle prospettive future. L’incontro nasce come momento di ascolto e responsabilità condivisa: non una celebrazione, ma un’occasione per interrogarsi sul senso del fare cultura in una comunità complessa, attraversata da fragilità, discontinuità e potenzialità ancora inespresse.
Al centro del dibattito sarà l’idea della città come laboratorio culturale vivo, uno spazio in cui istituzioni, artisti, associazioni, operatori e cittadini possano contribuire alla costruzione di una visione comune. Generare cultura significa infatti generare legami, possibilità, consapevolezza e nuove forme di partecipazione. Coordinato dal giornalista e scrittore Giovanni Follesa, l’incontro vedrà la partecipazione del regista Jo Coda, dell’archeologa e operatrice culturale Patrizia Zuncheddu, dell’artista Nicola Caredda e di Omar Congiu, autore e docente di scuola superiore.
- Venerdì 29 maggio poesia e musica per Amelia Rosselli a trent’anni dalla scomparsa; a seguire il duo bandoneon – chitarra di Fabio Furia e Alessandro Deiana
La seconda serata – venerdì 29 – prenderà il via alle 21 con “Cara vita che mi sei andata perduta…”, un evento dedicato alla figura di Amelia Rosselli, tra le voci più alte e radicali della poesia italiana del Novecento, nel trentennale della scomparsa. Considerata un punto di svolta nel linguaggio poetico contemporaneo, la sua opera sarà indagata con letture e interventi musicali dal vivo, per restituirne la dimensione sonora, corporea e ritmica. Quella peculiare cifra stilistica che la critica ha definito “lingua Rosselli”, tesa, musicale, visionaria, si farà voce, respiro e sostanza sonora attraverso l’attrice e cantante Simonetta Soro e la giovane pianista Alessia De Prezzo, con la partecipazione della poetessa e scrittrice Lorena Carboni. I testi di Amelia Rosselli emergeranno così non soltanto come materia letteraria, ma come esperienza acustica e performativa, capace di coinvolgere oltre la pagina scritta.
La musica si prende la scena nel secondo atto della serata di venerdì 29 con il duo che amalgama il suono passionale del bandoneon di Fabio Furia con il virtuosismo della chitarra di Alessandro Deiana. “A Los Maestros“, questo il titolo del loro concerto, rende omaggio ai grandi duo che hanno segnato la storia del tango, come quelli di Osvaldo Montes e Aníbal Arias e di Julio Pane con Juanjo Domínguez. Nel dialogo tra i loro strumenti in un repertorio che attraverserà la tradizione del tango e le sue evoluzioni, Fabio Furia e Alessandro Deiana custodiscono la memoria di un linguaggio musicale intenso e raffinato, rinnovandolo attraverso una sensibilità interpretativa contemporanea.
- Giovedì 4 giugno: “Custodire la voce: nuove autrici isolane tra memoria e visione”; a seguire, il cantautore Andrea Andrillo con le sue “Fortunate Possibilità”
La voce come luogo di memoria, identità e visione al centro dell’incontro che aprirà la serata di giovedì 4 giugno alle 21; protagoniste tre autrici isolane di generazioni e percorsi differenti: Vanessa Roggeri, Elisa Pilia e Melania Muscas. Attraverso le loro opere ed esperienze, il confronto esplorerà il legame tra radici e presente, tra memoria collettiva e dimensione interiore, tra ciò che viene tramandato e ciò che la scrittura riesce a trasformare. In questa prospettiva, la narrazione assume il valore di un gesto di custodia: custodire una lingua, una memoria familiare, un immaginario, una ferita o una possibilità. Le tre scrittrici offrono visioni differenti della Sardegna e del narrare: Vanessa Roggeri, autrice pubblicata da Garzanti e Rizzoli, ha costruito un percorso narrativo fortemente legato alla memoria e all’identità isolana; Elisa Pilia porterà uno sguardo giovane e contemporaneo, alimentato dalla formazione pedagogica e dall’attenzione al mondo dell’infanzia; autrice della trilogia fantasy Sherden, Melania Muscas intreccia invece immaginazione, archeologia e storia antica in una Sardegna ispirata al mondo nuragico. A guidare l’incontro, coordinato da Lorena Carboni, sarà una domanda semplice ma fondamentale: che cosa significa oggi custodire una voce? Custodire, infatti, non significa fermare qualcosa nel tempo, ma mantenerlo vivo, continuando a dare spazio a ciò che sente ancora il bisogno di essere raccontato.
A seguire, spazio al cantautore Andrea Andrillo, in concerto nel segno di “Fortunate possibilità”, titolo del libro pubblicato nel 2024 dall’editrice Abbà unito a un cd prodotto invece da S’Ard Music: un “ibrido” che unisce le poesie della cagliaritana Alessandra Fanti con le canzoni di Andrillo; canzoni concepite non solo per intrattenere, ma anche per creare un dialogo autentico tra l’autore e il suo pubblico. L’uso ricorrente della lingua sarda ha contribuito a plasmare un linguaggio artistico, sonoro e culturale di forte impatto, un approccio che in pochi anni ha reso Andrea Andrillo una figura di rilievo nel panorama della canzone d’autore contemporanea, come confermano anche gli allori raccolti negli scorsi anni: il Premio Cervo nel 2021, il Premio della Critica e quello per il Miglior Testo al Premio Andrea Parodi nel 2023. Ad affiancare Andrea Andrillo sul palco dell’Ex Caserma di via Roma, il 4 giugno, saranno Silvano Lobina al basso, Fabrizio Lai alle chitarre e Nicola Vacca alla batteria.
- Venerdì 5 giugno sipario finale in musica con Mauro Palmas e Giacomo Vardeu
La serata finale della quinta edizione di Pintai Bisus, venerdì 5 giugno con inizio alle 21, sarà interamente affidata della musica, intesa come linguaggio capace di attraversare le differenze, unire sensibilità e creare legami. Dopo le parole, le storie e le voci che avranno animato le serate precedenti, la rassegna si chiuderà con un concerto nel segno della trasformazione: della tradizione, dell’ascolto, del dialogo tra generazioni. Protagonisti, Mauro Palmas al liuto cantabile e alla mandola, e il giovane talento dell’organetto Giacomo Vardeu con “Sighida“, il loro progetto nato nell’ambito del festival Mare e Miniere, e consegnato l’anno scorso alle tracce dell’omonimo disco. “Sighida“, che in sardo significa “seguito”, “continuità”, rappresenta l’incontro tra due generazioni della musica in Sardegna: da un lato un veterano come lo strumentista, compositore e ricercatore cagliaritano Mauro Palmas con il ricco bagaglio di esperienze di una carriera artistica costellata di riuscite produzioni e variegate collaborazioni; dall’altro il ventenne organettista di Orosei Giacomo Vardeu con la sua straordinaria abilità tecnica e una sorprendente maturità espressiva. Il risultato è un dialogo musicale emozionante e coinvolgente, che partendo dal passato guarda al futuro attraverso un repertorio che spazia dalla rivisitazione della tradizione sarda alle sonorità europee e mediterranee.
Per il concerto del 5 giugno a Quartu, la formula del duo si allarga a una dimensione più ampia: con loro saranno infatti sul palco Marcello Peghin alla chitarra, Silvano Lobina al basso, Marco Argiolas al clarinetto, Alessandro Foresti al pianoforte e Andrea Ruggeri alla batteria, con la partecipazione del Cuncordu e Tenore de Orosei, tra le migliori espressioni del canto corale sardo, già presente in due brani dell’album “Sighida”.
- Pintai Bisus, una rassegna come presidio culturale
Con la sua quinta edizione, Pintai Bisus si conferma come un luogo che custodisce e irradia cultura, un punto di orientamento per Quartu Sant’Elena e per il territorio che la circonda. Negli anni la rassegna ha intrecciato continuità, qualità e radicamento, contribuendo a valorizzare la città come laboratorio vivo, dove la cultura non si limita a essere accolta ma viene generata, condivisa, rimessa in circolo. La collaborazione tra operatori culturali, artisti, istituzioni e comunità rappresenta uno degli elementi centrali del progetto che riconosce nella cultura una presenza strutturale della vita collettiva, uno spazio in cui ritrovarsi, interrogare il tempo presente e suggerire prospettive per il futuro. In questo orizzonte, generare, custodire, trasformare diventa più di un tema: è la traccia di un cammino: generare pensiero e relazioni; custodire memoria, lingua, voci e simboli; trasformare l’eredità ricevuta in energia condivisa, capace di illuminare nuove possibilità. Pintai Bisus 2026 è l’evoluzione naturale di un progetto che vede nella cultura una forza di coesione, un motore di crescita civile, un gesto di cura verso il territorio.
Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico con ingresso gratuito.





















