Via libera anche a Cagliari alle carriere alias per i dipendenti del Comune, primo capoluogo del Sud ad adottare questo strumento. Lo prevede una mozione prodotta e presentata dalla commissione Pari opportunità, che ha ricevuto il via libera a maggioranza dal Consiglio di Palazzo Bacaredda. Contrari al provvedimento il centrodestra all’opposizione, con la sola eccezione del consigliere Giuseppe Farris.
“Il profilo alias è uno strumento amministrativo che consente alle persone trans e non binarie che non abbiano completato il percorso di rettifica anagrafica di utilizzare il nome e l’identità di genere corrispondenti a quelli vissuti e percepiti nella quotidianità“, fanno sapere in una nota congiunta le consigliere e i consiglieri di maggioranza. Un nome diverso, un ‘alias’ quindi, da quello anagrafico che figura su documenti e tesserini. In attesa che si completi il percorso di transizione e la persona abbia completato il cambio di identità.
Ora il Comune di Cagliari ha voluto estendere questa procedura, solitamente prevista per le solo persone lavoratrici, “a tutte le persone che, a diverso titolo, intrattengono rapporti con l’amministrazione”. Quindi non solo il personale dipendente, ma “anche la cittadinanza utente dei servizi comunali e gli organismi propositivi e consultivi“.
Un ulteriore elemento di innovazione, viene ricordato, “è rappresentato dalla scelta di demedicalizzazione del profilo alias. Non sarà infatti necessario aver avviato il percorso medico e giuridico di affermazione di genere, oggi lungo, complesso ed economicamente dispendioso, per poter accedere allo strumento, nella prevalenza del principio di autodeterminazione della persona”. Non solo uno strumento dal carattere burocratico-amministrativo, è rimarcato, ma il documento prevede l’avvio di un percorso più ampio, “attraverso cui l’amministrazione concretizza il proprio impegno nella promozione dei diritti, nella costruzione di spazi inclusivi e rispettosi e nel contrasto a ogni forma di discriminazione”.
Nel dettaglio, la mozione prevede la revisione delle procedure di accesso ai servizi comunali e delle relative modalità di erogazione, e percorsi di formazione rivolti al personale dell’amministrazione sui temi dell’inclusione, della non discriminazione e del benessere organizzativo. Ancora, il rafforzamento di una rete territoriale di sostegno rivolta alle persone, alle famiglie, alle scuole e alle comunità educative, e l’adesione del Comune di Cagliari a “Re.a.dy”, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate nel contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
“Si tratta di un passaggio importante per la città e per i diritti civili– spiegano i consiglieri di maggioranza- con Cagliari che conferma la volontà di promuovere concretamente i diritti delle persone Lgbtq+ e nello specifico delle persone trans+. Tra questi il diritto all’identità personale, al nome, all’identità di genere, il diritto delle persone a vivere ambienti lavorativi, sociali ed educativi che siano sereni, sicuri e non escludenti”.




















