In Italia ha un impiego solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare. La situazione lavorativa delle donne peggiora in tutte le regioni del Paese, con la child penalty che raggiunge il 33%. Guardando ai salari, nel settore privato le madri registrano una penalizzazione che può arrivare fino al 30% dopo la nascita di un figlio, mentre nel settore pubblico la penalizzazione è più contenuta (5%) ma comunque rilevante.
E’ la fotografia scattata dall’11* rapporto ‘Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026’ di Save the Children da cui emerge quanto sia ancora ‘fragile’ per le donne ‘l’equilibrio tra occupazione e carico di cura, tra desiderio e rinuncia, con carriere che si fermano o rallentano e difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro’. Nonostante il crescente dibattito pubblico attorno al tema.
Chi vuole fare carriera sposta la maternità a un’età più adulta o rinuncia. Per la realizzazione professionale le donne guardano sempre più all’estero: in 10 anni le expat sono aumentate del 125%, arrivando a rappresentare quasi una giovane su dieci. Per sostenere la genitorialità, mette in evidenza il rapporto, è fondamentale adottare politiche strutturali, fondate su interventi integrati che puntino su occupazione stabile, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, adeguati strumenti di sostegno economico e percorsi di autonomia abitativa per le giovani generazioni.






















