Raffaella non è solo un musical (che prenderà vita nella prossima stagione teatrale), ma l’omaggio a un’icona, a una leggenda, a un’eccellenza italiana nel mondo: Raffaella Carrà.
Dopo il successo raccolto in Spagna, con 250mila spettatori e numerosi premi e riconoscimenti, l’opera sbarca in Italia: dal 10 febbraio 2027 al teatro Brancaccio di Roma, dove è stata presentata, e dall’1 aprile al teatro Nazionale di Milano.
Si tratta del primo biographical musical – con la regia di Luciano Cannito, che lo ha anche scritto – dedicato alla straordinaria vita e carriera dell’artista a tutto tondo che ha rivoluzionato il mondo della tv. Raffella ripercorre la storia personale e artistica di Carrà, dal trasferimento giovanissima da Bellaria a Roma agli esordi in tv e al successo in Spagna. Attraverso i suoi più grandi successi musicali, una ventina le hit che animeranno lo spettacolo (tra cui Fiesta, Tanti Auguri, Ballo Ballo, Pedro, A far l’amore, Tuca Tuca), lo show celebra l’artista, ma anche il coraggio di una donna libera e rivoluzionaria che ha segnato intere generazioni. La prima edizione del musical ha debuttato a Madrid nel 2023 (con il titolo Bailo Bailo, che fu oggetto di controversie legali riguardanti i diritti d’autore e d’immagine con il figlio adottivo di Carrà), ottenendo ben 7 nomination e aggiudicandosi il premio per le migliori coreografie. La seconda edizione spagnola, partita il 3 ottobre 2025, ne ha consolidato il successo.
A giugno partiranno le audizioni per scegliere la protagonista, anzi le protagoniste perché a ricoprire il ruolo di Raffaella, come nell’opera lirica, saranno due artiste (scelte tra giovani non già affermate) che si alterneranno. “La versione italiana non sarà un adattamento di quella spagnola – spiega Cannito – ma è successo esattamente il contrario: da italiano ho scritto l’opera nella nostra lingua per poi adattarla, quindi ora si torna alla versione originale. Ho voluto che il focus fosse sulla vita di Raffaella Carrà, diventata leggenda. Io mi innamorai di lei a 6-7 anni vedendola in tv, ma a lei dobbiamo molto: ha avuto la libertà di essere se stessa attraverso un linguaggio televisivo che in quel momento era rigoroso e immutabile. Lei ha rappresentato una rivoluzione culturale e sociale”. Il racconto si snoda attraverso il ricordo della madre Iris e gli incontri importanti della sua vita, da Gianni Boncompagni a Giovanni Salvi, a Sergio Iapino.
Raffaella Il Musical nasce da un’idea di Valeria Arzenton che su suggerimento di Iapino ha portato lo show prima in Spagna, a Madrid – terza capitale del musical dopo New York e Londra – tra non poche difficoltà, dove la Raffaella nazionale è stata ed è ancora amatissima, affiancata da un creative team tutto italiano, con le coreografie di Fabrizio Prolli e la scenografia affidata a Italo Grassi e la direzione musicale a Angelo Racz. “Nel 2021, in piena pandemia, immaginavo come riaprire i teatri in grande stile per regalare al pubblico qualcosa che rimanesse impresso. In quei giorni ascoltavo le canzoni della Carrà e così mi venne l’idea di portare quell’energia sul palco. Sentii anche Raffaella, senza la quale pensavo non si potesse fare, ma di lì a qualche giorno morì. Il progetto prese poi forma con Iapino. Il musical rappresenta un mondo che non c’è più, ma che continua a influenzarci ancora oggi: tutte noi donne abbiamo un po’ di Raffaella dentro, è stata da esempio con la sua forza e la sua determinazione”.
















