Il Sulcis, e in particolare il polo industriale di Portovesme, ritorna ad essere una polveriera sociale con aziende in crisi e gli operai alle prese con la carenza di lavoro.
La preoccupazione per il futuro è emersa anche oggi durante una partecipata assemblea nel piazzale antistante la centrale Enel ‘Grazia Deledda’ a Portovesme, convocata da Fiom, Fsm e Uilm e nella quale è stato definito un primo pacchetto di proteste.
Innanzitutto mercoledì 20 ci sarà uno sciopero dei metalmeccanici con una marcia su Cagliari e un presidio probabilmente davanti al palazzo della Regione Sardegna. Ma la rabbia degli operai potrebbe arrivare presto a Roma: “Nonostante gli annunci fatti, a noi sindacati non è arrivata nessuna convocazione del tavolo del 3 giugno al Mimit del quale sappiamo solo quello che abbiamo letto sulla stampa”, si affrettano a spiegare all’ANSA le tre sigle.
“Questa mattina c’era tanta gente perché sta esplodendo anche il problema della centrale Enel dove non si sta lavorando – dice Roberto Forresu segretario territoriale della Fiom – vogliamo assolutamente che la politica si occupi dei problemi delle aziende che sono tutte collegate. In mancanza di una politica industriale che tenda al rilancio qua mandiamo a casa aziende e lavoratori. Questo è quello che stiamo rischiando e noi non vogliamo arrivarci. Perlomeno vogliamo affrontare il tema”.
“Un’assemblea molto partecipata anche dai lavoratori di SiderAlloys e degli appalti anche della Portovesme srl, dove sono state sviscerate le difficoltà che stanno subendo in un periodo veramente drammatico – osserva Giuseppe Masala della Fsm – Finora non c’è stato nessun coinvolgimento da parte della politica in merito alle risposte che da troppi anni stiamo chiedendo. Per questo motivo vogliamo che la politica a tutti i livelli, dalla Regione al Governo, si assuma le sue responsabilità e dia delle risposte concrete”.
“Meno lavoro, difficoltà a pagare gli stipendi e gli anticipi della cassa integrazione sono tutte questioni che purtroppo stanno vivendo i metalmeccanici – spiega Renato Tocco della Uilm – Non si vedono segni di ripresa, anzi peggioramenti continui.
Il ministro Urso aveva preso degli impegni quando era venuto a Portovesme, e con lui c’erano tutti. Era stato garantito ai lavoratori che nessun posto di lavoro sarebbe andato perso.
Ebbene di fatto noi abbiamo solo perso posizioni lavorative. La solita sfilata prendendo in giro il territorio”.




















