Archiviato con successo l’esordio a Cagliari, segnato dal record storico di 120.000 visite registrate, la trentesima edizione di Monumenti Aperti entra nel vivo con un calendario regionale e nazionale straordinariamente ricco di luoghi, itinerari e iniziative speciali, i cui racconti sono affidati come sempre alle scolaresche di ogni ordine e grado e alle associazioni di volontariato locali.
La maratona primaverile inizia il weekend del 2 e 3 maggio ed è tutto sardo, con la presenza di Sassari, Sanluri e Lunamatrona (queste due solo domenica 3).
Anniversario “tondo” per il capoluogo turritano che festeggia quest’anno la sua ventesima edizione: lo fa aprendo al pubblico 48 siti, di cui 7 inediti – le chiese di San Francesco dei Cappuccini e della Madonna del Rosario, il Teatro Verdi, la Scuola Fondazione Figlie di Maria, l’Orto botanico dell’Università, l’ex Convento di San Pietro in Silki e l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” – e offrendo 4 percorsi tematici dentro e fuori le mura più 6 itinerari, tra cui il tracciato lungo i sentieri costieri dell’Argentiera e l’esperienza immersiva “Candelieri digitali”. Sono previsti inoltre più di 40 appuntamenti tra concerti, laboratori e attività e 10 mostre tra cui la microinstallazione “In tasca solo pezzi di casa” di Maria Jole Serreli, ospitata al Palazzo Infermeria San Pietro e scelta come immagine simbolo dell’edizione 2026.
Edizione addirittura numero 22 per la cittadina del Medio Campidano, Sanluri, che spalancherà le porte di 10 monumenti fra cui diverse chiese e il celebre Castello, l’unico di epoca medievale ancora intatto e abitabile di tutta la Sardegna, mentre Lunamatrona, in concomitanza con la manifestazione Primavera in Marmilla, metterà in mostra 6 monumenti simbolo del piccolo paese dalla storia millenaria.
Così Massimiliano Messina, Presidente di Imago Mundi OdV: “E siamo arrivati alla trentesima edizione. Quasi non sembra vero. Quei ragazzi, quei cinque amici, che hanno iniziato questa meravigliosa avventura, per quanto considerati visionari, non l’avrebbero forse potuto immaginare. Era una scommessa, Monumenti Aperti, che possiamo, con lecito orgoglio, considerare ampiamente vinta. La dimensione nazionale raggiunta lo scorso anno è decisamente confermata, lo Stivale è coinvolto dal Nord al Centro al Sud – non era facile né scontato – e questo ci fa gioire, perché dimostra radicamento consolidato e forte volontà di ‘esserci’.



















