Protesta questa mattina davanti alla Prefettura di Cagliari organizzata da Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil: bandiere e striscioni per la vertenza legata alla vendita dello stabilimento Bekaert di Macchiareddu.
Una delegazione è stata poi ricevuta negli uffici di piazza Palazzo: l’incontro è terminato intorno alle 12.30.
La richiesta: un intervento a sostegno della vertenza per l’attivazione di tutte le iniziative istituzionali necessarie a salvaguardare i livelli occupazionali e a garantire prospettive lavorative certe e durature per tutto il personale coinvolto.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della mobilitazione avviata dai metalmeccanici dopo la decisione – comunicata all’improvviso dalla multinazionale lo scorso settembre – di mettere in vendita lo stabilimento che da oltre cinquant’anni produce nel Sud Sardegna cordicelle in acciaio per pneumatici.
“Quella scelta – hanno detto i segretari territoriali Marco Mereu (Fiom), Marco Angioni (Fsm) e Alessandro Andreatta (Uilm) – rischia di tradursi in una cessazione di attività mascherata con la perdita potenziale di circa trecento posti di lavoro”.
Ci sono state – spiegano i sindacati- manifestazioni di interesse, ma non c’è alcuna certezza di una reale presenza di potenziali acquirenti.
È corsa contro il tempo: il limite per la definizione del passaggio di proprietà è settembre.
“Tutto fa pensare che se si arriverà a quella data in assenza di sviluppi positivi – avvertono i segretari – la multinazionale potrebbe procedere a chiudere lo stabilimento”.
Ora l’attenzione è rivolta al prossimo incontro al Ministero in programma mercoledì per fare il punto sulla vertenza e in quell’occasione sarà presente il management europeo di Bekaert.
Per i sindacati non si tratta solo di una singola vertenza aziendale ma di una vera e propria emergenza sociale: “La Sardegna non può permettersi di perdere un sito produttivo che rappresenta un patrimonio industriale e occupazionale con mezzo secolo di storia alle spalle”.


















