Rendere più accessibile il mercato degli affitti e offrire maggiore certezza e trasparenza a proprietari e conduttori. Sono stati questi i temi portanti della mattinata a Palazzo Bacaredda, che ha ospitato la presentazione del nuovo Accordo Territoriale per le locazioni abitative agevolate per l’anno 2026, il protocollo che disciplina gli affitti a canone concordato nel Comune di Cagliari, Municipalità di Pirri inclusa.
L’accordo, sottoscritto lo scorso 26 marzo dalle principali organizzazioni dei proprietari (APCI, CONFEDILIZIA, ASPPI, UPPI) e degli inquilini (SUNIA, SICET, UNIAT), sostituisce quello in vigore dal 2018 (aggiornato a maggio 2029) e introduce regole aggiornate per i contratti a canone agevolato “3+2”, per i contratti transitori e per quelli destinati agli studenti universitari.
Nel corso dell’incontro è stato spiegato come il nuovo protocollo tenga conto delle specificità del mercato immobiliare cittadino, attraverso una dettagliata suddivisione del territorio in zone omogenee e “microzone”, alle quali corrispondono fasce di oscillazione dei canoni. I valori vengono determinati sulla base di criteri oggettivi: ubicazione, stato dell’immobile, dotazioni, efficienza energetica e servizi presenti nel quartiere. Un sistema pensato per evitare arbitri e per riportare regole chiare in un settore spesso “dopato” e segnato da irregolarità.
Con il favore dell’Amministrazione comunale, ampio spazio è stato dedicato anche alle agevolazioni fiscali previste per chi sceglie il canone concordato: cedolare secca con aliquota ridotta e IMU agevolata, a fronte di affitti più bassi rispetto ai prezzi di mercato. Un meccanismo che, secondo i firmatari, può favorire l’emersione del sommerso e rimettere in circolazione immobili oggi sfitti.
Tra i punti qualificanti dell’accordo figura inoltre l’attenzione al diritto all’abitare e alle fasce più deboli della popolazione. Il protocollo richiama esplicitamente il contrasto alle discriminazioni nell’accesso alla casa e prevede il rafforzamento degli strumenti di conciliazione stragiudiziale e di monitoraggio del mercato, attraverso l’istituzione di un Osservatorio territoriale sulle locazioni.
A sottolineare il valore sociale dell’intesa sono stati il sindaco Massimo Zedda, l’assessora alla Salute e Benessere delle cittadine e dei cittadini, Anna Puddu, e l’assessore alla Pianificazione strategica, Urbanistica e Ambientale. “Questo accordo – hanno rimarcato – rappresenta un passaggio importante per garantire il diritto alla casa e per costruire un mercato degli affitti più equo e trasparente”. Inoltre, può contribuire a “offrire risposte concrete a studenti, giovani coppie, lavoratori e famiglie che faticano a sostenere i costi dell’abitare, senza penalizzare i proprietari che scelgono la strada della legalità e della collaborazione”.
Nella Sala del Consiglio comunale di via Roma 145 è stato anche ribadito l’impegno a “mantenere un dialogo costante fra l’Amministrazione comunale e le associazioni firmatarie”.
Importante sarà anche la collaborazione del Comune con il CAMI (Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Casa e il Mercato Immobiliare) dell’Università di Cagliari, struttura che si focalizza sull’analisi delle dinamiche abitative, le trasformazioni urbane e il diritto all’abitare. Il centro aggrega competenze ingegneristiche, economiche e sociali per studiare le politiche territoriali sull’intera area vasta, che si riverberano necessariamente e a livello locale.
Il nuovo Accordo Territoriale è entrato in vigore per tutti i contratti stipulati a partire dal giorno successivo alla sua sottoscrizione (marzo 2026) e resterà valido per 3 anni (marzo 2029), segnando un tassello rilevante nelle politiche abitative della città.
Un’intesa che punta a riportare equilibrio in un mercato complesso, dove il tema della casa continua a essere centrale per la qualità della vita urbana.




















