“Chi ha provato a raccontare uno sciopero debole oggi deve fare i conti con la realtà: la mobilitazione dei farmacisti dipendenti è stata forte, partecipata e determinata.
È un punto di svolta nella vertenza”. Lo ha detto il segretario generale della Uiltucs Sardegna, Cristiano Ardau, commentando l’alta adesione alla giornata di protesta che ha visto protagonisti i farmacisti in tutta Italia e, in Sardegna, il sit-in di Oristano.
“Le immagini arrivate da Roma parlano chiaro: migliaia di professionisti in piazza per rivendicare dignità e riconoscimento.
Ma altrettanto chiara è stata la risposta nei territori. A Oristano – sottolinea Ardau – oltre cento farmacisti hanno partecipato al presidio davanti alla sede di Federfarma Sardegna. Un risultato tutt’altro che scontato, considerati i limiti infrastrutturali della nostra isola, e che dimostra quanto sia profondo il disagio nella categoria.
Qualcuno ha provato a delegittimare questa mobilitazione, parlando di scarsa adesione e difficoltà organizzative. I fatti dicono l’esatto contrario: i farmacisti ci sono, sono uniti e non sono più disposti ad aspettare”.
Al centro della protesta resta il rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo da troppo tempo: “Non si può continuare a rinviare – attacca il sindacalista -. Senza un contratto aggiornato, che riconosca competenze, responsabilità e ruolo sanitario dei farmacisti, non può esserci un servizio all’altezza per i cittadini. È una questione che riguarda non solo i lavoratori, ma l’intero sistema sanitario territoriale”.
Su Federfarma: “A livello nazionale si continua a prendere tempo, mentre in Sardegna manca da anni un confronto vero. È inaccettabile. Questa mobilitazione è un messaggio chiaro: la categoria chiede rispetto e risposte concrete, subito”.




















