Le organizzazioni sindacali CISL FP, CGIL FP, UIL FP e FIALS hanno abbandonato il tavolo di contrattazione convocato dalla Direzione dell’ARNAS Brotzu sul regolamento degli incentivi per le funzioni tecniche e sul RAR trapianti.
“Lo abbiamo fatto perché non c’erano le condizioni per sedersi. E lo diciamo chiaramente, senza mediazioni diplomatiche che in questo momento sarebbero soltanto un’altra forma di complicità con chi sta trattando i lavoratori di questa Azienda come variabili di aggiustamento”, affermano in una nota congiunta Fials, Cgil, Cisl e Uil.
“La documentazione è arrivata meno di nove ore prima della riunione, al netto delle ore notturne. Meno di nove ore per analizzare un testo che tocca diritti, equilibri organizzativi, retribuzioni, responsabilità. Non è una svista. Nemmeno una questione di calendario. È un metodo. Ed è un metodo che comunica con precisione quale peso viene attribuito al confronto con chi rappresenta i lavoratori — e, attraverso noi, ai lavoratori stessi”…”Rifiutiamo di prestare la nostra presenza come copertura formale a decisioni già scritte. Sono undici mesi che questa Azienda costruisce una narrazione esterna mentre la realtà interna racconta tutt’altra storia. Undici mesi nei quali il personale ha continuato a lavorare — in corsia, in sala operatoria, nei laboratori, negli uffici — senza ricevere quanto già maturato in base al regolamento vigente. Undici mesi di incontri rinviati, di richieste rimaste senza esito, di impegni non tradotti in atti conseguenti. Undici mesi nei quali la Direzione ha trovato il tempo e le parole per tutto, tranne che per riconoscere ai propri lavoratori ciò che era già loro dovuto”, prosegue la nota.
“E oggi, con questa urgenza improvvisa, si chiede di discutere un nuovo regolamento. Senza spiegare perché. Senza dire cosa non funzionava nel precedente e perché non si pagava il dovuto. Senza il tempo per capire cosa cambia e a vantaggio di chi. Vogliamo che sia scritto nero su bianco, perché rimanga agli atti e perché i lavoratori lo sappiano: la proposta presentata restringe l’ambito degli incentivi, modifica il rapporto tra ruoli e responsabilità, e lo fa in una fase in cui il personale è già al limite. Carenze di organico, criticità organizzative croniche, liste d’attesa operatorie in crescita. In questo contesto, si sceglie di intervenire sugli assetti delle funzioni tecniche con un testo consegnato a poche ore dalla convocazione. Non è gestione. È pressione”, incalzano i Sindacati.
“C’è un elemento che non possiamo tacere, perché sarebbe disonesto verso chi ogni giorno entra in questo ospedale a fare il proprio lavoro. L’ARNAS Brotzu è l’azienda sanitaria più grande della Sardegna. I risultati che vengono rivendicati — sui trapianti, sull’attività chirurgica, sulla risposta ai bisogni di salute di un’intera regione — sono il prodotto concreto, quotidiano, silenzioso di una filiera di migliaia di professionisti. Infermieri, tecnici,
operatori, medici, amministrativi. E il termine filiera non è utilizzato a caso. Persone che hanno costruito, con competenza e con sacrificio, quella reputazione che oggi viene comunicata, raccontata, esibita.
Quella reputazione appartiene a loro. È fatta della loro fatica. Ebbene: questi stessi lavoratori non ricevono da undici mesi quanto spetta loro — e non parliamo solo di incentivi per le funzioni tecniche. Parliamo di risorse destinate al personale che non sono state erogate nei tempi dovuti. Parliamo di istituti contrattuali previsti da accordi e normativa vigente rimasti inapplicati perché il confronto è stato nei fatti assente. Vengono convocati attraverso le loro rappresentanze con meno di una notte di preavviso per discutere modifiche che li riguardano
direttamente. Vengono messi davanti a scelte urgenti in assenza di qualsiasi istruttoria condivisa” …”Dietro i proclami, dietro le conferenze stampa, dietro la narrazione pubblica dell’eccellenza, c’è questa realtà. Ed è inaccettabile. E c’è una conseguenza di questa realtà che non può più essere ignorata o archiviata come fisiologica: i professionisti se ne vanno”, denunciano Fials, Cgil, Uil e Cisl.
“Negli ultimi mesi all’ARNAS Brotzu stiamo assistendo a una fuga consistente e silenziosa di personale sanitario. Una dinamica ormai documentata anche dalla stampa locale e nazionale, con decine di dimissioni concentrate in un arco temporale ristretto, che coinvolgono non solo infermieri ma anche personale tecnico e amministrativo. Non è un incidente di percorso. È la punta di un iceberg che segnala da tempo un malessere profondo, ignorato troppo a lungo o affrontato con interventi parziali e tardivi”…”Non si tratta soltanto di una questione economica, pur centrale. Si tratta di disparità di trattamento rispetto ad altre aziende sanitarie, di opportunità di crescita non sempre eque, di dinamiche gestionali che non riescono a fidelizzare, valorizzare e far crescere professionalmente chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai cittadini. Personale sanitario, tecnico e amministrativo: senza di loro nessun sistema di cura regge, e nessun comunicato istituzionale ha senso”, proseguono i sindacalisti.
“La risposta aziendale a tutto questo è stata l’assunzione di personale a tempo determinato. Gli atti più recenti prendono atto delle cessazioni definitive e rispondono con contratti prevalentemente precari, presentando come risposta strutturale ciò che nei fatti è una misura emergenziale. Sostituire personale stabile che se ne va con contratti a termine non contrasta la fuga: la accetta. La normalizza. Formare personale per poi perderlo a vantaggio di altre aziende sanitarie significa sprecare risorse pubbliche. È il segno di una gestione che non ha ancora trovato le risposte strutturali che questa crisi richiede. È una responsabilità precisa, che deve essere nominata come tale”… “Se davvero l’ARNAS Brotzu guarda a un futuro di alta specializzazione, se il percorso verso l’IRCCS non è soltanto un obiettivo da esibire nelle sedi opportune ma un progetto serio, allora serve un
cambio di passo — non dichiarato: praticato. Un’azienda di eccellenza non si costruisce con annunci. Si costruisce con professionisti che scelgono di restare perché riconosciuti, non perché non hanno ancora trovato un’alternativa migliore. La manovra 2026 offre l’opportunità concreta di stabilizzare lavoratori già formati e pienamente operativi: non coglierla sarebbe un errore grave e una responsabilità precisa”, incalzano i Sindacalisti.
“Siamo consapevoli che l’Assessorato Regionale abbia indicato priorità — PNRR, liste d’attesa, riorganizzazione. Le conosciamo. Le condividiamo nei loro obiettivi. Ma nessuna priorità istituzionale può essere scaricata come peso aggiuntivo su un personale che sta già reggendo più di quanto sia ragionevole chiedere. Gli obiettivi di sistema si raggiungono con i lavoratori, non nonostante loro e non a loro spese. Chi richiama le priorità dell’Assessorato per giustificare l’accelerazione di un regolamento non negoziato ha rovesciato la logica: quelle priorità si raggiungono solo se il personale è valorizzato, retribuito secondo quanto dovuto, e messo nelle condizioni di lavorare con dignità”, scrive ancora la Fials, Cgil, Uil e la Cisl.
Le organizzazioni sindacali chiedono, con fermezza e senza possibilità di equivoco:
• La liquidazione immediata di tutte le spettanze maturate in base al regolamento vigente
• La sospensione di qualsiasi iter sul nuovo regolamento fino alla definizione delle questioni
pregresse
• Tempi reali e documentati per l’analisi di ogni proposta modificativa
• Un confronto strutturato, con atti formali e impegni verificabili, sulle ricadute organizzative
• Un piano serio, non emergenziale, per il contrasto alla perdita di personale, che parta dalla
stabilizzazione e arrivi alla valorizzazione economica e professionale
• Il rispetto delle relazioni sindacali come condizione non negoziabile, non come concessione
occasionale
“Questa Azienda attraversa una fase complessa. Lo sappiamo. Ma la complessità non si gestisce comprimendo i diritti di chi lavora. Si gestisce con chiarezza, con rispetto, con la capacità di riconoscere che senza il contributo di quelle persone — ogni giorno, in ogni turno — non ci sarebbe nulla da comunicare e nulla da rivendicare.
Il tempo delle toppe è finito. I lavoratori dell’ARNAS Brotzu non sono uno strumento della narrazione. Sono la narrazione. E pretendono di essere trattati come tali”, conclude la nota a firma di Carlo Marras per la Cgil Fp, Alessandro Floris per la Cisl Fp, Fabio Sanna per la Uil Fp e Giampaolo Cugliara per la Fials.




















