Il progetto multidisciplinare Storie, Voci e Luoghi Accessibili firmato da Impatto Teatro Aps sotto la direzione artistica di Karim Galici, con il sostegno del Comune di Quartu Sant’Elena e della Fondazione di Sardegna, prosegue il suo percorso di trasformazione culturale, urbana e sociale della città con un nuovo workshop in calendario l’11 aprile dalle ore 15.00 alle ore 19.00 nello Spazio Michelangelo Pira di Quartu Sant’Elena.
Dopo aver esplorato le meravigliose potenzialità del teatro sensoriale e del linguaggio audiovisivo, la prossima tappa si concentra sul corpo e sulle sue infinite capacità comunicative con il laboratorio di Danza Contemporanea ed Espressione Corporea a cura della coreografa Giovanna Stancampiano, figura di prestigio internazionale abilitata dal Teatro dell’Opera di Roma e membro del CID UNESCO, la cui carriera spazia dalle collaborazioni con grandi nomi come Valentino e Renato Zero alla direzione del Centro Arabesque. Il senso profondo del workshop è la convinzione che danzare significhi innanzitutto occupare lo spazio con dignità e creatività, trasformando il movimento in uno strumento di riappropriazione dei luoghi urbani e interiori. Il gruppo di lavoro quindi, esplorerà una danza che non insegue la perfezione estetica tradizionale, ma la verità del corpo e la pulsazione comune a ogni essere umano approfondendo il concetto di danza inclusiva, dove la coreografia si adatta alle diverse abilità fisiche per dimostrare come l’arte coreutica possa essere un linguaggio universale capace di innescare una potente empatia esperienziale. “Quando non puoi danzare tu, fai danzare la tua anima” dice a proposito Giovanna Stancampiano e precisa: “Ogni gesto, ogni sguardo, ogni movimento diventa danzato, dipende dal valore emotivo che gli si dà nel momento in cui si compie”. Attraverso l’espressione corporea i partecipanti impareranno a guardare la città con occhi nuovi, comprendendo che il superamento di una barriera architettonica è, prima di tutto, un passo fondamentale verso la libertà collettiva. L’importanza del laboratorio risiede soprattutto nella capacità della danza di bypassare il linguaggio verbale, arrivando direttamente al nucleo dell’empatia. Seguendo l’ascolto del ritmo biologico e della propria mobilità unica, verrà perciò costruita una narrazione fisica condivisa dove la bellezza si esprime nell’autenticità del gesto piuttosto che nella sua forma codificata.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto Storie, Voci e Luoghi Accessibili, una sfida coraggiosa lanciata da Impatto Teatro Aps per scardinare il silenzio che troppo spesso circonda la disabilità e promuovere una vera e propria rivoluzione civica fondata sulla creatività come risorsa. Il percorso di Storie, Voci e Luoghi Accessibili, che affronta criticamente i temi dell’inclusività, della mobilità urbana e dell’isolamento, si svilupperà successivamente – dal 22 al 23 maggio – con un workshop di scrittura creativa tenuto da Manuel Etzi e Gianni Mascia, per poi avviare i partecipanti, dal 29 giugno al 3 luglio, al laboratorio multidisciplinare e le prove aperte a cittadini, turisti e in generale curiosi dell’arte. Ultimo step dell’esperienza sarà infine lo spettacolo itinerante “SVeLA Quartu” in programma il 4 luglio sotto la regia di Karim Galici: una performance urbana immersiva dove allievi e professionisti trasformeranno il centro storico in un territorio di indagine multisensoriale, rendendo il pubblico partecipe delle sfide quotidiane dell’accessibilità. Inoltre, grazie alla partnership con la Fondazione Sardegna Film Commission, l’intero processo sarà documentato in un film che, dopo la première del 24 luglio a Quartu Sant’Elena, viaggerà in Italia e in Europa (principalmente Spagna, Polonia e Portogallo), portando il “modello Quartu” nei principali circuiti festivalieri come esempio d’eccellenza per l’inclusione attraverso la cultura.






















