Il 2 aprile 2026, presso l’impianto CCR dello stabilimento Sarlux/Saras di Sarroch, si è verificato un incendio di evidente rilevanza, documentato anche da riprese video pubbliche.
“Il CCR (Continuous Catalytic Reformer) non è un impianto marginale: è una unità centrale della raffineria, nella quale si trasformano le nafte in componenti pregiate della benzina e si produce idrogeno per altri processi industriali. Proprio per questo, quanto accaduto non può essere liquidato con formule generiche o rassicurazioni di circostanza.
Il fatto più grave, tuttavia, è un altro: il Comune di Sarroch, a oltre ventiquattro ore dall’evento, non ha ancora informato pubblicamente la cittadinanza.
I cittadini hanno appreso la notizia il pomeriggio da fonti esterne, da canali giornalistici e dalle immagini diffuse pubblicamente, non dall’Amministrazione comunale.
Su un evento verificatosi all’interno di un impianto industriale di tale rilievo, il silenzio istituzionale è inaccettabile.
La popolazione ha diritto a una informazione tempestiva, chiara, verificabile e istituzionale.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di estrema delicatezza, che dovrà essere verificato con assoluta urgenza: alla scrivente sono infatti pervenute convergenti segnalazioni da lavoratori e familiari di lavoratori della raffineria, secondo cui non sarebbe stato attivato neppure il sistema di allarme interno. Se confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo, che chiamerebbe in causa non solo la gestione dell’evento, ma anche la tutela concreta delle maestranze.
Per questa ragione il Comitato esprime massima vicinanza ai lavoratori e ai dipendenti che ogni giorno operano all’interno dello stabilimento. La loro sicurezza non può essere affidata al silenzio, alla minimizzazione o a una zona grigia informativa.
Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch ha già formalmente attivato una richiesta urgente di atti e chiarimenti al Comune di Sarroch e, per quanto di rispettiva competenza, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ad ARPAS Sardegna, a ISPRA, alla Prefettura di Cagliari, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cagliari e a Sarlux/Saras.
Sono stati richiesti, in particolare:
- gli atti e le comunicazioni relative all’incendio;
- la causa dell’innesco e la dinamica reale dell’evento;
- le parti impiantistiche coinvolte;
- le eventuali conseguenze emissive e ambientali;
- le procedure di emergenza attivate;
- il flusso delle comunicazioni tra gestore, Comune ed enti di controllo;
- la verifica sull’eventuale mancata attivazione dell’allarme interno;
- le ragioni per cui il Comune non abbia ritenuto di informare la popolazione.
“Su fatti di questa natura non può esistere alcuna opacità nei rapporti tra soggetto controllato, Comune ed enti pubblici di vigilanza. Il tempo delle minimizzazioni è finito. Servono atti, verità e responsabilità”, denuncia il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch.


















