La reliquia ‘numero uno’ della Beat Generation, il dattiloscritto di On the Road, è stato venduto all’asta da Christie’s per una cifra record.
Ad acquistarlo per 12,1 milioni di dollari – il prezzo più alto pagato per un manoscritto letterario – è stato, secondo la rivista Rolling Stone, l’artista country Zach Bryan, un fan di Jack Kerouac, che ha scritto il suo brano Burn Burn Burn in tributo allo scrittore e che ha in progetto di trasformare una chiesa storica a Lowell, la città del Massachusetts dove il mito del Beat nacque nel 1922, in un centro a lui dedicato in partnership con gli eredi.
La stima di partenza per il rotolo di carta su cui Kerouac scrisse la sua ode alla libertà sulle nuove autostrade d’America era assai piu’ bassa, poco meno del doppio dei 2,4 milioni che nel nel lontano 2001 l’ultimo proprietario, Jim Irsay, aveva pagato sempre da Christie’s tra le proteste dei pochi Beatnik superstiti. “Se Jack fosse vivo gli sarebbe venuto un colpo”, aveva polemizzato all’epoca il poeta Lawrence Ferlinghetti, che aveva promosso il lavoro dei Beat nella City Light Bookshop di San Francisco. Irsay, ex proprietario della squadra dei Colts di Indianapolis, è morto lasciando una valanga di cimeli: nei giorni scorsi Christie’s ha venduto per oltre 14 milioni di dollari la leggendaria chitarra ‘Black Strat’ appartenuta all’ex Pink Floyd David Gilmour, un altro record. Il rotolo di On The Road, un inno alla scrittura automatica, è un altro di questi “Santi Graal”. Kerouac scrisse il suo capolavoro pigiando freneticamente sui tasti di una macchina per scrivere per venti giorni consecutivi: “L’ho scritto su un’unica striscia di carta: 40 metri senza paragrafi. Steso per terra sembra proprio una strada”, scrisse all’amico Allen Ginsberg.
Insieme al poema Howl di Ginsberg e al romanzo Il Pasto Nudo di William Burroughs, On The Road ha cambiato la letteratura americana del dopoguerra. Jack ne scrisse una prima versione nel 1948, dopo aver vagato per l’America del dopoguerra insieme all’amico Neal Cassady. La stesura finale iniziò il 2 aprile 1951, in un’eroica maratona letteraria di tre settimane sostenuta da anfetamine e caffè. La scrittura delle gesta di Sal Paradise, un alter ego dell’autore mentre Dean Moriarty era ispirato a Cassidy, tra strade, droghe, jazz e sesso, si concluse il 22 aprile.
Ingiallito dal tempo, il dattiloscritto è consumato all’inizio e i paragrafi finali sono stati strappati dalla bocca di un cane. Dopo la morte di Kerouac nel 1969, il rotolo passò dalla vedova Stella Sampas a suo fratello Tony: fu il nipote di Tony, in qualità di esecutore testamentario, a mettere in vendita il rotolo nel 2001. Il timore di molti era che sarebbe sparito per sempre, ma non fu così: Irsay fu generoso e lo presto più volte a musei in giro per l’America.






















