Uno spettacolo più attuale che mai che rappresenta “per noi un piccolo evento televisivo”. Così Aldo Cazzullo parla con l’ANSA della puntata speciale di Una Giornata Particolare, dedicata alla vita di San Francesco, in onda mercoledì 4 marzo in prima serata su La7.
Tra gli affreschi di Giotto della Basilica di Assisi dove è custodito il corpo, verrà trasmessa per la prima volta in tv la serata inaugurale dello spettacolo che intreccia il racconto del giornalista e scrittore e le musiche di Angelo Branduardi. A ottocento anni dalla morte del santo, “San Francesco: Il primo italiano” sta facendo sold out in tutti i teatri italiani.
“Assisi è un posto carico di spiritualità e storia, e proprio da lì abbiamo voluto far partire questo racconto – spiega Cazzullo -. Io sono la voce narrante, racconto la vita del santo, mentre Branduardi interpreta la sua anima attraverso le sue canzoni, ma anche brani celebri del suo repertorio”. Ad arricchire lo speciale, il contributo di alcuni ospiti. “In prima fila, quella sera, c’era anche Jovanotti, che ci ha regalato una testimonianza molto intensa sul tema della pace e sul suo legame personale con Francesco – fa sapere il giornalista -. Abbiamo intervistato anche il cardinale Matteo Maria Zuppi, che ha parlato del dialogo tra i popoli e della situazione in Medio Oriente, e Dacia Maraini, che ha scritto un bellissimo libro su Santa Chiara, sottolineando quanto fosse rivoluzionaria la sua figura”.
“Questo spettacolo oggi è ancora più attuale. Noi avevamo programmato la messa in onda in occasione dell’ostensione del corpo del santo, ma nel frattempo è esplosa una guerra e il messaggio di pace di Francesco risuona con una forza ancora maggiore – prosegue Cazzullo -. Francesco fu un uomo di dialogo concreto, non solo di parole. Durante le Crociate andò fino in Egitto per incontrare il sultano. Prima cercò di convincere i crociati a non combattere, raccontando di aver avuto una visione di sconfitta; poi, quando nessuno lo ascoltò, attraversò le linee nemiche per parlare con i musulmani. Non ci fu conversione né martirio, ma un incontro. E quell’incontro resta un simbolo straordinario di rispetto tra culture e fedi diverse”.
“Oggi più che mai abbiamo bisogno di quello spirito. Non piangerò una lacrima sulla sorte di Khamenei perché la sua dittatura mi sembra una delle peggiori del pianeta, ma spero che le armi tacciano il prima possibile e che si torni alla diplomazia e alla politica – sottolinea -. Le guerre non si dichiarano con leggerezza e non si possono affrontare senza sapere dove porteranno. La speranza è che i popoli possano vivere in libertà, ma senza alimentare altra violenza”.
Cazzullo ha anche scritto un libro sul santo, che è stato il testo italiano più venduto del 2025, secondo solo a Dan Brown.
“Questo mi ha colpito molto, perché significa che Francesco è ancora nel cuore degli italiani – rimarca l’autore -. Lo chiamo “il primo italiano” perché fu il primo a scrivere una poesia in volgare, il Cantico delle creature, perché inventò il presepe, perché contribuì a rinnovare il teatro e l’arte e perché anticipò l’umanesimo, cioè l’idea che ogni uomo e ogni donna abbiano una dignità inviolabile. Francesco accolse Chiara come pari, parlò di giustizia sociale, disse che il potere dovrebbe andare a chi non lo desidera e che ciascuno dovrebbe essere remunerato secondo il proprio lavoro, non secondo il proprio status. Sono parole che sembrano scritte per il nostro tempo”.
“Per questo credo che Francesco sia più attuale che mai – conclude -. Il suo messaggio di pace, rispetto per il creato e dignità della persona parla a credenti e non credenti. In un mondo attraversato da conflitti, crisi ambientali e ingiustizie sociali, la sua voce continua a indicarci una strada possibile”.























