È stata autorizzata, per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, la spesa di 6 milioni di euro, per il finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria delle reti del sistema idrico integrato non gestite da Abbanoa. Il via libera è arrivato con l’approvazione in Consiglio regionale della legge di stabilità 2026 e il voto favorevole all’articolo 9, comma 13. “Un contributo concreto, atteso dal 2022 – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, che ha illustrato il finanziamento nel corso della conferenza stampa di stamane – ora i sindaci potranno gestire le spese di manutenzione straordinaria delle reti idriche autonome con soldi regionali, sgravando così i bilanci comunali”.
L’intervento in finanziaria riguarda 403.904 metri di rete e coinvolge i 23 comuni interessati dalla Gestione autonoma del servizio idrico (Gasi): Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burgos, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, San Vero Milis, Santu Lussurgiu, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisaili.
“La disposizione normativa – aggiunge Piu – prevede il finanziamento di interventi strutturali urgenti di manutenzione straordinaria delle opere appartenenti al Servizio Idrico Integrato gestito dalle Amministrazioni locali che non aderiscono ad Abbanoa. Si tratta di investimenti necessari a mantenere e garantire l’erogazione del servizio. L’approvazione di questa spesa – sottolinea l’assessore – è un passaggio importante che riconosce nei fatti pari diritti e doveri alla risorsa gestita dai comuni”.
Nel 2022 arriva il riconoscimento per gli Enti locali che chiedevano di gestire autonomamente il servizio, da parte dell’Ente di Governo d’ambito della Sardegna (EGAS), chiamato a verificare per ciascuno di essi la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa nazionale. I comuni possono ottenere la salvaguardia e la tutela della gestione idrica autonoma se si tratta di comuni montani con meno di mille abitanti oppure quando un comune disponga contemporaneamente dell’approvvigionamento da fonti qualitativamente pregiate, di sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree protette o in siti individuati come beni paesaggistici, dell’utilizzo efficiente della risorsa e della tutela del corpo idrico.
“Da allora i comuni, che hanno ottenuto il riconoscimento – sottolinea Piu – hanno dovuto gestire le loro reti con risorse del bilancio comunale, ora, con l’approvazione in finanziaria, hanno a disposizione fondi regionali programmati per il triennio con cui possono efficientare la risorsa che, come sappiamo, è diventata sempre più preziosa”.
La dotazione finanziaria complessiva approvata è stata oggetto di valutazione dell’Ente di Governo d’ambito della Sardegna (EGAS) che sovraintende la gestione del Servizio idrico integrato.





















