Ieri mattina numerose perquisizioni e sequestri sono stati operati dagli investigatori della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Cagliari su presunte frodi e corruzioni, ai danni di Enti pubblici, che ruoterebbero attorno alla gestione della fondazione Mont’e Prama.
Su questa inchiesta sono undici le persone che risultano iscritte nel registro degli indagati dalla sostituta procuratrice Rossana Allieri, titolare del fascicolo, per ipotesi di reato che vanno, a vario titolo, dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti, ma con anche un’ipotesi di falso.
Tra i nomi degli indagati spicca l’attuale presidente della Fondazione archeologica di Cabras, il giornalista Anthony Muroni, e l’imprenditore culturale Raimondo Schiavone, scrive l’Unione Sarda.
I due hanno pubblicato sui social le loro dichiarazioni che riportiamo integralmente.
Anthony Muroni: “In merito agli accertamenti in corso da parte della Procura di Cagliari e della Guardia di Finanza che coinvolgono anche la Fondazione Mont’e Prama, desidero condividere alcune riflessioni con i collaboratori, i partner istituzionali e i cittadini.
Affronto questa fase con la massima serenità e con la piena disponibilità verso l’autorità giudiziaria, con la quale collaboro attivamente sin dall’inizio del mio incarico nel luglio 2021. Sono certo che la compiutezza delle indagini permetterà di chiarire rapidamente la mia totale correttezza e l’integrità del mio operato. L’iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio tecnico necessario per garantire il diritto alla difesa e accertare la verità dei fatti.
È fondamentale che l’eco mediatica di queste ore non comprometta l’onorabilità di chi lavora nel progetto della Fondazione o la qualità del prodotto informativo che assicuriamo con la nostra redazione. La gestione di un patrimonio pubblico richiede trasparenza, la stessa che ho sempre garantito e che continuerò a offrire in ogni sede.
A titolo di esempio, spiace notare che la notizia della piena archiviazione dell’inchiesta relativa alle celebrazioni Deleddiane da parte del Tribunale di Nuoro, che pure nel 2023 erano state raccontate in maniera suggestiva, non abbia trovato lo stesso spazio o risalto.
Allo stesso modo, le numerose attività di successo della Fondazione, riconosciute a livello internazionale dal 2021 a oggi, mai hanno trovato cittadinanza su quelle colonne. Confido che il pubblico sappia valutare questi fatti nell’ottica di un’informazione che deve essere, per dovere deontologico, sempre completa e imparziale.
Con pazienza e coerenza, ci ritroveremo per i doverosi aggiornamenti.”, ha affermato Muroni.
Raimondo Schiavone: “Non amo giustificarmi. Non l’ho mai fatto e non comincerò oggi. Ma prima che qualcuno legga versioni distorte, parziali o costruite ad arte, sento il dovere di raccontare io ciò che è accaduto.
Oggi la Guardia di Finanza ha effettuato una perquisizione nel mio ufficio e nella mia residenza.
Non è una notizia che mi sorprende. La vicenda è già finita in passato agli onori della cronaca e da circa due anni sono sottoposto ad indagine per una questione legata ad alcuni servizi che la mia società ha prestato alla Fondazione Monte Prama.
È giusto dirlo con chiarezza: sono indagato.
Ed è altrettanto giusto dire che credo fermamente di non aver commesso nulla di illegale. Ma non sarò io a stabilirlo. La magistratura farà il suo corso, come deve essere in uno Stato di diritto.
Mi aspettavo che prima o poi arrivasse una perquisizione.
Chi fa impresa e si trova sotto indagine sa che è un passaggio possibile, spesso inevitabile. Un atto dovuto, direbbe qualcuno. Hanno acquisito alcuni computer, materiale di lavoro, strumenti che fanno parte della quotidianità di qualsiasi azienda. Nulla di più, nulla di meno.
La cosa più importante è che la vita non si ferma.
Da lunedì il team della mia azienda tornerà a lavorare come ha sempre fatto: con serietà, con impegno e con quella passione che negli anni ci ha consentito di costruire progetti, creare lavoro e generare valore. Le aziende non sono un nome su una visura camerale: sono persone, storie, sacrifici, notti insonni, intuizioni e fallimenti superati. Sono comunità.
So già che domani qualche quotidiano locale – quello che io chiamo senza ipocrisia carta straccia – racconterà la vicenda con il consueto entusiasmo selettivo.
Perché i successi raramente fanno notizia. Non fanno rumore. Non vendono copie. Le cose belle si ignorano, si minimizzano o si archiviano. Le ombre, invece, si amplificano. È un modo di fare giornalismo che conosco bene e che, ormai, non mi sorprende più.
Non c’è rabbia nelle mie parole, ma lucidità.
E forse anche un pizzico di amarezza, quella che prova chi sa di aver lavorato tanto e di essere spesso raccontato solo nei momenti difficili. Fa parte del gioco, mi dicono. Può darsi. Ma non significa che debba piacermi.
Oggi, con questo breve intervento, non chiedo comprensione e non cerco solidarietà.
Semplicemente informo. Per rispetto di chi mi segue, di chi lavora con me, di chi negli anni ha condiviso un pezzo di strada. La trasparenza è l’unica risposta possibile al rumore.
Se c’è una cosa che ho imparato è che la verità ha tempi diversi da quelli dei titoli di giornale. È più lenta, più silenziosa, meno spettacolare. Ma alla fine arriva.
Mi scuso se oggi ho disturbato questo blog con una vicenda personale.
Domani torneremo a parlare di idee, progetti, visioni e futuro. Perché la vita, nonostante tutto, continua. E io con lei”, conclude Schiavone.






















