Il Festival di Sanremo è ancora una volta laboratorio di innovazione tecnica e creativa, tra spettacolo e soluzioni tecnologiche d’avanguardia che la Direzione Produzione Tv Rai, guidata da Marco Cunsolo, porta ancora una volta al Teatro Ariston e negli altri luoghi del Festival, con la collaudata formula “Tra palco e città”, grazie all’impegno di circa 400 persone dei Centri di Produzione di Roma, Napoli e Torino.
La Scenografia è stata ancora ideata da Riccardo Bocchini ed è caratterizzata da un disegno asimmetrico con un palco di 120 mq. e molta tecnologia: scala motorizzata, sipario led, pareti mobili, piani laterali per parte dell’orchestra e regia di palco. Il gruppo creativo è stato integrato da tre scenografi interni e 15 tra costruttori e decoratori. L’impianto scenografico prevede, inoltre, 250 mq. di ledwall e 2.800 m di strip luminosi per gli effetti e le clip grafiche prodotte dal settore Grafica del CPTV di Roma.
Anche per questa edizione l’ecosistema Disguise è stato al centro della progettazione e della realizzazione dello show. Si tratta di uno strumento che permette di creare una replica digitale 3d del palco e del set consentendo una fase di preproduzione e pre-visualizzazione per tutti i reparti interessati. La squadra grafica di 14 persone si occupa anche della infografica con i dati dell’artista, della canzone, della classifica e del televoto.
Strumento tecnico fondamentale per “modellare” l’immagine sono le luci anche per quest’anno affidate a Mario Catapano. L’impianto si arricchisce di una serie di americane motorizzate che contribuiscono alla dinamicità dei “quadri” delle canzoni. Sono stati utilizzati più di 900 corpi illuminanti pilotati da 4 console di ultima generazione gestite da personale del CPTV di Roma. Completano l’impianto 7 segui-persona.
La regia è di Maurizio Pagnussat che si avvale, insieme alla sua squadra di regia, della squadra tecnica del mezzo OB20 con 14 operatori (di cui 2 focus puller) e 12 telecamere di cui cinque su gas pedestal (tre centrali e due laterali), una su carrello con binario incassato nel profilo del palco, una fotocamera cinematografica radio su stabilizzatore Ronin, due steadycam radio con grandangolo e focus puller; una telecamera su palo telescopico in controcampo con carrello e binario; una camera aerea in galleria con percorso lineare ed una camera aerea frontale al palco con movimento 3d.
Tutte le camere e la produzione sono in 4k sdr nativo. L’esibizione di ogni cantante è una performance complessa di grafica, luci e movimenti scenografici e movimenti di ripresa che trasformano il set in un ambiente narrativo funzionale ed immersivo tramite il sistema CuePilot, tecnologia ormai imprescindibile nelle grandi produzioni di spettacolo.
L’impianto audio del Festival di Sanremo è, probabilmente, la macchina più complessa della tv italiana, con un’architettura tecnologica che permette allo spettacolo di arrivare perfettamente nelle case dei telespettatori e per il pubblico del Teatro Ariston. La gestione di tutto l’impianto audio è garantita da una squadra di circa 20 persone, che gestisce oltre 250 segnali, tutti digitali, tra microfoni, radiomicrofoni, sistemi in-ear e contributi provenienti dalla grafica e dal video.
Le regie audio, messa in onda, regia musicale, regia di palco e regia di diffusione, per un totale di otto mixer digitali, producono segnali audio diversificati a seconda del destinatario, pubblico in sala, musicisti e cantanti, pubblico a casa ed esterno Ariston.
Novità di questa edizione anche la codifica Dolby Atmos , diffusa sia su satellite Tivusat che su digitale terrestre, oltre a Raiplay, per un audio immersivo che fa da perfetto complemento al video 4K.
























