“La Diabetologia dell’ospedale San Giovanni di Dio è ancora disorganizzata e a farne le spese sono i lavoratori e soprattutto gli utenti, spesso anziani e non autosufficienti”. Lo denuncia il segretario generale della Uil Fpl, Priamo Foddis che racconta la sua esperienza: “Una storia di ordinaria disorganizzazione – sostiene -18 febbraio, un giorno come tanti al San Giovanni di Dio, un via vai frenetico di persone che normalmente sanno dove andare, ma che in un istante si trovano spaesate: il reparto di diabetologia non c’è più, o meglio, non è più al suo posto. Nessun avviso per gli utenti, nessun cartello”.
E il sindacalista prosegue nel racconto: “Gli autosufficienti, nel giro di breve tempo vengono a capo del problema non prima di aver chiesto ovunque informazioni: vada al primo piano in accettazione, trova gli ambulatori a destra. Se sale a piedi, invece, deve percorrere tutto il corridoio però a sinistra, sino a quando non trova una statua”. Diverse le risposte per chi è seguito da medici specifici: “In quel caso deve scendere al piano di sotto, andare nel reparto radiologia e attendere che la chiamino”, racconta Foddis. Un vero e proprio rebus per gli utenti.
E’ lo stesso sindacalista a parlare con gli utenti: “I giovani mi hanno manifestato tutto il loro disagio – racconta – ma in ospedale c’erano anche gli ultra ottantenni che mi hanno confessato che solo tre ore dopo l’orario dell’appuntamento fissato e dopo aver girovagato per il San Giovanni di Dio hanno trovato l’ambulatorio giusto, altri hanno addirittura rinunciato”. Da quanto apprende il segretario generale della Uil Fpl Sardegna “i lavoratori erano stati trasferiti nel nuovo reparto a ottobre 2025 con la promessa che la situazione si sarebbe normalizzata a novembre: ma da allora nulla è cambiato”. Foddis lancia un appello al direttore generale Vincenzo Serra: “Un reparto come quello di diabetologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria merita una attenzione diversa – sottolinea -. La meritano i pazienti fragili e chi tutti i giorni opera in diabetologia. Confidiamo in un suo immediato intervento”.
























