“Negli ultimi giorni come Atzioni Antifascista de Casteddu siamo stati bersaglio dell’attenzione mediatica da parte della stampa locale e nazionale per i nostri manifesti in onore alla Resistenza jugoslava.
Dati i generali piagnistei su millantati indottrinamenti ideologici e revisionismi storici da parte di Fratelli d’Italia riteniamo necessario ribadire e ricordare ai fautori della memoria breve, faziosa e distorta quali siano gli effettivi eventi storici interessati dalla questione.
L’inquadratura che spesso si fa degli episodi di violenza delle foibe e dell’ “esodo istriano-dalmata” iniziato nel 1945 è figlia di un taglio parziale ed estremamente ridotto del contesto storico, sociale e politico in cui quella situazione si è verificata. Da lungo tempo infatti nel discorso pubblico si parla di quegli avvenimenti rimuovendo volontariamente dalle ricostruzioni storiche i decenni dispostamento a est del confine dell’Italia, l’italianizzazione forzata delle popolazioni slave, le stragi e le deportazioni durante la guerra nazifascista nei Balcani.
Questo processo propagandistico di rimozione storica e di revisionismo portato avanti dalle varie destre delegittima e denigra quella che è stata la resistenza jugoslava alimentando il mito degli “italiani brava gente” e tracciando confini immaginari e dal sapore revanscista tra le varie identità nazionali che in quelle terre multietniche colme di culture amalgamate fra loro non sono mai esistiti in modo così netto.
Come se non bastasse i casi di “infoibamento” vengono talvolta valutati faziosamente secondo principi concettuali e ideologici piuttosto che storici includendo nelle stime qualsiasi soldato italiano caduto o disperso in territorio jugoslavo per le cause più disparate tanto che in alcune ricostruzioni figurano come martiri delle foibe personalità del calibro del tenente colonnello Ciuli, comandante del campo di concentramento fascista di Arbe, morto suicida.
La strumentalizzazione dei fatti storici e le modalità di natura propagandistica in cui vengono narrati vengono a galla nelle narrazioni portate avanti annualmente all’alba della Giornata del Ricordo, data istituzionale, da vari gruppi che si richiamano e si ispirano al fascismo. La data stessa, istituita nel 2004 sotto il governo Berlusconi prima che ci fosse un reale accordo tra gli storici sulle ricostruzioni degli avvenimenti, viene spesso presentata quasi come la commemorazione di un contrappeso storico-ideologico rispetto alla Giornata della Memoria equiparando le foibe alla Shoah sebbene diversi storici abbiano evidenziato come questa equipollenza sia tendenziosa e non storicamente sostenibile.
Nonostante ciò i lavori storiografici che rilevano questi aspetti sono stati ignorati, denigrati e perfino attaccati. Un esempio di questo è ciò che è accaduto allo storico Eric Gobetti per la pubblicazione del testo “E allora le foibe?” (Laterza, 2021) al seguito della quale ha ricevuto vere e proprie minacce volte a minare la libera espressione e la diffusione degli studi presenti nell’opera i quali rappresentano una verifica dei fatti autorevole, come evidenziato dal comunicato di solidarietà della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO).
Come Coordinamento Antifascista Cagliaritano non possiamo lasciar correre una giornata all’insegna della normalizzazione del revisionismo, dell’affossamento della storia e di tutto ciò che rientra in un discorso di normalizzazione della propaganda neofascista e nazionalistica italiana.
Il 10 febbraio ricordiamo l’esempio storico di resistenza dei popoli di Jugoslavia che, combattendo con la fede nel lottare, hanno liberato le proprie terre da soli dopo decenni di repressione, soprusi e violenze che hanno portato all’internamento nei campi di concentramento dai 25.000 ai 40.000 civili sloveni, 80.000 abitanti della Dalmazia e un terzo della popolazione dell’attuale Montenegro oltre ai numerosi assassinii di massa operati sui civili.
Non prendiamo lezioni da coloro che vorrebbero distorcere la storia in modo indisturbato sbandierando morti come arma ideologica. Non accettiamo moralismi e indignazione da coloro che etichettano come indottrinamento ideologico l’esposizione della realtà storica spogliata da ogni bugia istituzionale. Non vogliamo alcuna memoria condivisa con chi guarda al fascismo con simpatia e nostalgia”, afferma in una nota il collettivo Atzioni Antifascista de Casteddu.






















