“Dopo 18 mesi di amministrazione, il bilancio della Giunta è fortemente negativo. Cagliari è una città attraversata da emergenze quotidiane – sicurezza, pulizia, traffico, servizi essenziali – alle quali l’amministrazione risponde con annunci, interventi episodici e nessuna strategia complessiva. Le promesse di cambiamento si sono tradotte in immobilismo e gestione confusa. Emergenza sicurezza e vivibilità La sicurezza è diventata l’emergenza principale. Quartieri centrali e periferici sono sempre più insicuri, l’illuminazione pubblica è spesso carente o assente, i blackout si ripetono da mesi senza soluzioni strutturali. Le cosiddette “zone rosse” si sono rivelate misure di facciata, incapaci di incidere realmente sulla percezione e sulla realtà della sicurezza urbana. Rifiuti, decoro e TARI Cagliari è una città sporca, e i cittadini lo denunciano ogni giorno. Raccolta inefficiente, degrado diffuso, periferie completamente abbandonate.
A fronte di servizi insufficienti, la TARI aumenta: fino a 8 milioni di euro previsti nel 2026, nonostante le promesse di riduzione. Si moltiplicano le sanzioni, ma manca la qualità del servizio. Il nuovo bando rifiuti è annunciato come la soluzione, ma intanto l’emergenza resta tutta sulle spalle dei cittadini. Traffico, cantieri e caos urbano La città è paralizzata da cantieri mal coordinati, restringimenti improvvisati, parcheggi annunciati e mai realizzati. Il traffico è caotico, la viabilità peggiora e manca qualsiasi pianificazione credibile. Si interviene senza visione, scaricando i disagi su residenti, lavoratori e imprese. Attività produttive e commercio Nessuna politica strutturata a sostegno di imprese, commercio e artigianato. I mercati civici sono l’emblema del fallimento: Sant’Elia chiuso definitivamente, Santa Chiara in attesa del bando per una sua “nuova vita”, San Benedetto ancora un cantiere e Quirra in attesa degli interventi annunciati. La valorizzazione del patrimonio comunale è ferma, mentre le attività chiudono e i quartieri si svuotano.
Cultura e turismo: occasioni perse Cultura e turismo procedono per eventi spot, senza continuità, senza programmazione, senza una strategia che valorizzi l’identità della città e la renda competitiva. Grandi occasioni sono state perse, la promozione è debole e scollegata dagli operatori del settore. Cagliari resta ai margini, mentre altre città crescono. Stadio di Cagliari: simbolo dell’immobilismo Il tema dello stadio è diventato l’emblema della confusione e dell’assenza di decisioni di questa amministrazione. Dopo mesi di dichiarazioni contraddittorie, annunci e dietrofront, il progetto resta fermo, ostaggio di scelte ideologiche e di un atteggiamento di chiusura che blocca ogni prospettiva di investimento. Lo stadio non è solo un impianto sportivo, ma un’infrastruttura strategica per lo sviluppo urbano, economico e occupazionale.
Continuare a rinviare e non assumersi responsabilità significa far perdere a Cagliari un’occasione storica. Servizi sociali, casa e periferie Le periferie continuano a essere dimenticate: Sant’Elia, Pirri, Is Mirrionis attendono risposte su casa, servizi, spazi pubblici. Nessuna politica concreta su natalità, famiglie, welfare minimo. Le pari opportunità restano uno slogan, non una priorità amministrativa. Grandi opere e scelte bloccate Anfiteatro, Via Roma e altri dossier strategici restano fermi o gestiti in modo contraddittorio. L’urbanistica è sempre più accentrata, senza partecipazione reale e senza confronto con la città. Cagliari oggi non ha una direzione. Serve un cambio di passo immediato: meno propaganda, più scelte; meno annunci, più risultati. Le emergenze sono sotto gli occhi di tutti. Continuare a ignorarle significa condannare la città al declino”, affermano i consiglieri comunali del Centrodestra.





















