Oltre 110 giornalisti sardi hanno dichiarato di aver ricevuto minacce e intimidazioni nel corso della propria carriera.
Si tratta per lo più di pubblicisti (l’80%), precari, tra i 35 e 55 anni, che lavorano in tutti i settori: dalla cronaca alla politica alla cultura, allo sport.
E’ quanto emerso nel corso dell’iniziativa ‘I Ranucci invisibili: l’informazione sarda e le intimidazioni’, organizzata a Cagliari dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna, all’indomani dell’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci.
Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna ha annunciato lo stanziamento, nel prossimo bilancio, di un fondo sperimentale di 5.000 euro, da utilizzare per consulenze legali urgenti di cui possano aver bisogno i colleghi che subiscono minacce o intimidazioni di vario genere. Nelle prossime settimane verrà definito il regolamento d’accesso al fondo, destinato prioritariamente ai colleghi non contrattualizzati o precari.
L’incontro è stata anche l’occasione per presentare i risultati del questionario online diffuso nelle scorse settimane tra i giornalisti sardi, da cui emerge che oltre la metà dei 219 colleghi che l’hanno compilato segnala di aver vissuto, nella propria carriera, episodi di questo tipo. Il report completo è pubblicato sul sito dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna.
All’incontro di Cagliari hanno partecipato anche molti esponenti politici isolani, che hanno espresso una forte attenzione al fenomeno delle pressioni indebite nei confronti della stampa. I parlamentari, in particolare, hanno garantito il loro impegno perché il Parlamento recepisca la direttiva europea contro le querele bavaglio, una battaglia portata avanti negli ultimi anni dall’Ordine nazionale dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa.























