La maestria delle artigiane nulesi e la creatività di designer e architetti per dar vita a sei preziosi tappeti, incontro tra tradizione e spinta innovativa e contemporanea.
Sono stati ammirati a Nule, celebre per l’antichissima arte della tessitura, all’ex Centro Pilota Isola, all’interno della Mostra Artigianato e Tessitrici dei Tappeti.
Un’esposizione che ha trasformato lo spazio in un laboratorio dove per oltre un mese, le tessitrici hanno lavorato sotto gli occhi dei visitatori: ordito e trama in lana di pecora sarda, creazione a mano sul telaio verticale tradizionale da sapienti mani artigiane sui bozzetti e i guizzi creativi dei designer. Ad accompagnare l’esposizione, la suggestiva esibizione dei Tenores Nulesi. Sì è chiusa con successo la prima edizione della rassegna, T’Essere “Esistere, non finito, finito”, alla presenza di autorità politiche e religiose tra cui il sindaco di Nule, Giuseppe Mellino, l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, il vescovo della diocesi di Ozieri Corrado Melis. Promossa dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, si avvale della direzione artistica di Angelo Ziranu e l’organizzazione di Angelo Crabolu.
Oltre al lavoro delle tessitrici che hanno realizzato le proposte progettuali dei designer, la rassegna ha proposto convegni, laboratori, testimonianze, canti a tenore, manifestazioni culturali. Per l’assessore Cuccureddu “L’artigianato artistico non rappresenta solo bellezza, saper fare locale, tradizione ma può contribuire all’economia di diversi comuni sardi”. Le due opere dell’architetto Angelo Ziranu, Germogli di infinito” e “Rosario”, sono la sintesi del suo pensiero che valorizza la tradizione e guarda al contemporaneo. Don Sebastiano Corrias traduce in tessitura la pittura, Mara Damiani in “Ciclicità” struttura i simboli che raccontano la femminilità generatrice della vita, “Reseda” di Carolina Melis nasce dal paesaggio sardo e dalla sua luce, “E una mattina, il mare!” di Eugenia Pinna, è un nuovo decoro che incornicia uno spazio vibrante che richiama il mare. “Il patrimonio di Nule è da conservare, studiare – ha sottolineato Angelo Ziranu – ma anche un linguaggio che si misura con il presente ed evolve con le nuove tendenze del design”.























