Sono trascorsi oltre due mesi dall’approvazione da parte del governo del Dl 175 che disciplina la normativa sulle aree idonee per la realizzazione degli impianti di energia rinnovabile.
“Una legge che amplia il potere statale favorendo la proliferazione e la realizzazione dei progetti presentati dalle multinazionali dell’energia, sacrificando ulteriormente il territorio sardo.
Il governo ha messo in atto un’azione unilaterale e centralistica di usurpazione delle prerogative della regione sarda, sancite dallo statuto e dalla costituzione, attraverso modifiche urbanistiche del territorio.
Uno strumento che, di fatto, sostituisce la competenza della regione attuando una pianificazione calata dall’alto, decisa direttamente dallo stato Un favore gigantesco agli speculatori e un colpo gravissimo all’autonomia della Sardegna.
Siamo di fronte a un atto autoritario che darebbe un colpo mortale a qualsiasi azione di contrasto e regolazione di interventi devastanti attraverso impianti che trasformerebbero per sempre aree agricole e non in sconfinate aree industriali.
Di fronte a questa pesante azione del governo, la presidente della Regione Alessandra Todde, si è limitata a condannare, con una semplice dichiarazione, evidentemente di facciata, il decreto adottato annunciando ulteriori contromisure, ma a distanza di 70 giorni non ha più mosso un dito.
Ci aspettavamo un immediata impugnazione del decreto di fronte alla Corte costituzionale e l’avvio di una vera e propria vertenza con lo Stato su questi temi. Invece, finora, non è successo assolutamente nulla. Un silenzio assordante. Tutto ciò è fortemente preoccupante ed inaccettabile.
La Presidente, la Giunta, il Consiglio battano un colpo, non perdano ulteriormente tempo e adottino urgentemente la delibera per impugnare questo sciagurato Dl 175 convertito in legge. Non c’è più tempo da perdere. Sarebbe di una gravità inaudita se la Presidente Todde restasse con il cerino in mano, rendendosi responsabile della inevitabile catastrofe a cui andrebbe incontro la Sardegna.
Per queste ragioni il 6 febbraio 2026, alle ore 10.30 si terrà un sit in a Cagliari davanti al palazzo della Regione in viale Trento”, affermano gli aderenti al Presidio Permanente del Popolo Sardo – PPPS.

























