Negli Stati Uniti è iniziato un procedimento giudiziario senza precedenti contro i colossi dei social network. Meta (Facebook e Instagram), TikTok, Snapchat e Google (YouTube) sono chiamati a rispondere davanti alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles delle accuse mosse da oltre 1.600 querelanti, tra cui famiglie, studenti e distretti scolastici, che denunciano gravi danni alla salute mentale dei minori legati all’uso delle piattaforme digitali.
Il primo processo prende avvio da nove casi simbolo, scelti per rappresentare gli effetti più significativi dell’esposizione precoce ai social media: ansia, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo e problemi di autostima. Secondo i querelanti, le aziende avrebbero progettato i propri prodotti con meccanismi capaci di generare dipendenza, senza informare adeguatamente utenti e famiglie sui rischi connessi.
In una seconda fase, i procedimenti si sposteranno davanti alla Corte federale della California del Nord, a Oakland, dove sarà il turno di famiglie e distretti scolastici, che racconteranno l’impatto economico e sociale della gestione delle conseguenze legate all’uso dei social tra gli studenti.
La strategia legale adottata richiama quella utilizzata negli anni Novanta contro l’industria del tabacco: l’obiettivo è dimostrare che le piattaforme abbiano consapevolmente favorito comportamenti compulsivi per massimizzare il tempo di permanenza online e i profitti pubblicitari, a discapito della salute dei più giovani. Il procedimento potrebbe segnare una svolta nella regolamentazione delle tecnologie digitali e nel rapporto tra minori, scuola e piattaforme online, aprendo la strada a nuove responsabilità legali per le aziende del settore.





















