La gestione della continuità territoriale da parte della Giunta regionale della Sardegna continua a presentare gravi criticità, con ricadute concrete sulla mobilità dei cittadini e sull’economia dell’Isola. Si comprendono i tempi tecnici necessari alle verifiche da parte degli enti competenti, ma tali tempistiche non rappresentano una novità: erano note da tempo e avrebbero dovuto essere considerate nella programmazione.
La Regione stessa credo sia consapevole le difficoltà in corso, dichiarando di voler accelerare i controlli su Aeroitalia per procedere quanto prima all’aggiudicazione della rotta e consentire l’avvio della vendita dei biglietti. Resta però una domanda inevasa: quanto ancora dovranno attendere i sardi? Dal 29 marzo la Sardegna rischia di restare senza collegamenti aerei essenziali con Roma e Milano, dopo una lunga sequenza di proroghe che non ha prodotto soluzioni strutturali, ma ha finito per lasciare la Regione ostaggio della propria inerzia amministrativa. Le conseguenze ricadono su cittadini, lavoratori e imprese, impossibilitati a programmare spostamenti per lavoro, salute e vita familiare, oltre che sul comparto turistico, penalizzato da un’incertezza che compromette la programmazione della prossima stagione.
Tutti gli aeroporti sardi, da Cagliari a Olbia fino ad Alghero, risultano coinvolti da una situazione di stallo che evidenzia l’assenza di una visione complessiva sui trasporti e sulla continuità territoriale. La continuità territoriale è un diritto fondamentale e richiede scelte tempestive, programmazione e responsabilità. Chi aveva annunciato un cambiamento radicale nella gestione della Regione ha finito, nei fatti, per peggiorare una situazione già complessa, aumentando incertezza e disagi per l’intera comunità sarda.






















