“La decisione del Governo di commissariare la Regione Sardegna sul dimensionamento scolastico rappresenta un atto grave e sbagliato, che scarica sulle comunità locali il prezzo di scelte calate dall’alto e costruite su parametri astratti, lontani dalla realtà dell’Isola”. Lo sostengono UIL Sardegna e UIL Scuola Sardegna che “giudicano inaccettabile un provvedimento che ignora la condizione geografica, demografica e sociale della Sardegna e che interviene esclusivamente con la logica dei numeri, senza alcuna valutazione sugli effetti concreti per studenti, famiglie e personale scolastico”.
“La Regione – proseguono UIL Sardegna e UIL Scuola Sardegna – aveva scelto di non procedere a nuove chiusure e accorpamenti di autonomie scolastiche, dopo le 36 già cancellate negli ultimi anni. Una scelta che la UIL ha sostenuto perché coerente con l’esigenza di tutelare la qualità dell’offerta formativa, la presenza della scuola nei territori e il diritto allo studio, soprattutto nelle aree interne e più fragili”.
“Continuare a parlare di accorpamenti e razionalizzazioni significa non voler vedere i problemi reali della scuola sarda – sottolinea il sindacato -. I dati sulla dispersione scolastica, che collocano la Sardegna tra le ultime regioni in Italia, dimostrano che servono più investimenti, più organici, più servizi educativi, non nuovi tagli mascherati da riforme. La scuola non è una voce di spesa da comprimere, ma un presidio sociale fondamentale. Ogni autonomia soppressa è un colpo alla qualità dell’istruzione, all’inclusione e alla possibilità di garantire pari opportunità a ragazze e ragazzi che già partono in condizioni di svantaggio”.
Per questo la UIL Sardegna e la UIL Scuola Sardegna “chiedono al Governo di ritirare il commissariamento e di aprire un confronto serio con le Regioni e le parti sociali riconoscendo le specificità dei territori e superando l’approccio puramente economico che sta impoverendo il sistema pubblico di istruzione”.
“La Sardegna – concludono UIL Sardegna e UIL Scuola Sardegna – ha bisogno di scuole forti, radicate nei territori, capaci di contrastare la dispersione e di costruire futuro. Su questo terreno la UIL non farà passi indietro e continuerà a difendere il diritto all’istruzione come diritto fondamentale e non negoziabile”.



























