Il Comune di Sanluri vi invita all’inaugurazione dei totem informativi che raccontano la storia delle antiche mura del Borgo, oggi scomparse, e alle quattro porte di accesso che per secoli hanno scandito la vita del centro abitato e che ancora oggi coincidono con le principali vie di ingresso al centro storico.
L’inaugurazione è in programma sabato 17 gennaio alle ore 10.00, con ritrovo al Castello di Sanluri, dove verrà scoperto il primo totem. Seguirà a un percorso guidato che condurrà alla scoperta e alla presentazione degli altri tre totem, collocati nei punti corrispondenti agli antichi ingressi del Borgo medievale.
«Questo intervento – dichiara il Sindaco di Sanluri Alberto Urpi – rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di tutela, valorizzazione e divulgazione della nostra storia. Conoscere il passato significa rafforzare la nostra identità e con questi totem diamo voce e visibilità a strutture che non esistono più fisicamente, ma che rappresentano un pezzo di storia medievale importantissima per Sanluri e per la Sardegna».
I quattro totem saranno posizionati nei punti in cui un tempo sorgevano le porte del Borgo, raccontano la storia della nascita e dello sviluppo del Borgo medievale fortificato di Sanluri, offrendo a cittadini e visitatori uno strumento di conoscenza, divulgazione e consapevolezza storica.
L’iniziativa si inserisce, come già accennato, in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio culturale locale, con l’obiettivo di non perdere la memoria storica e di renderla accessibile e comprensibile a tutti. Si scoprirà così che la costruzione della cinta muraria del Borgo ebbe inizio nel 1365, ma anche chi la commissionò e l’ordine di realizzazione delle porte inizialmente tre: la Porta Carraia (Sa Porta de su Casteddu), Sa Portixedda e Su Portaleddu e solo successivamente, per esigenze edilizie, verrà aperta una quarta porta: Sa Potta Noba (Porta Nuova).
Il lavoro di ricerca storica e progettazione dei contenuti è stato realizzato dallo studioso sanlurese Gianni Mereu e dall’architetto Marco Tradori.





















