Una convocazione “straordinaria” della Camera dei Deputati “che la Costituzione indica all’articolo 62”, per discutere dell’arrivo dei detenuti di massima sicurezza, 41bis, nelle carcere della Sardegna.
Lo chiede Irene Testa, garante regionale delle persone private della libertà personale.
“Da qualche settimana stiamo assistendo a una serie di botta e risposta tra chi sostiene che tre istituti della Sardegna saranno convertiti in istituti esclusivi per il 41 bis e chi sostiene che non esiste nessun documento ufficiale che lo attesti – osserva – Da entrambi il lati si è comunque d’accordo che questa ipotesi non sia accettabile.
In questa terribile confusione che crea smarrimento nella popolazione e tra gli operatori non si può tuttavia non riconoscere che grazie al tema del 41bis è oggi merito della politica sarda quello di aver acceso un faro importante sulla condizione delle carceri nell’isola”.
“Le carceri sono in ginocchio sia a livello nazionale che regionale. Si fa strage quotidiana del diritto. Si fa perdere la dignità a chi lavora e a chi sconta una pena. Le sezioni degli istituti sembrano gironi infernali. Solo chi le vive può comprenderne davvero il senso – denuncia – Dichiarazioni a mezzo stampa, denunce, segnalazioni, ispezioni sembrano ormai armi spuntate. E allora mi chiedo perché non si coglie l’occasione proprio partendo dal caso Sardegna per obbligare il parlamento a dibattere e a dare risposte? Credo che tutti siamo consapevoli del fatto che pur apprezzando le intenzioni, non siano sufficienti gli interventi di fine seduta, le interrogazioni o il deposito di disegni di legge che non saranno mai presi in considerazione. Vero è che sono strumenti a disposizione dei parlamentari ma chi ha un minimo di dimestichezza con i regolamenti parlamentari sa che non porteranno a nulla”.
Testa ricorda che per la convocazione straordinaria della Camera, “è sufficiente 1/3 dei parlamentari. Questo è ciò che mi sento di consigliare ai parlamentari sardi. Nell’interesse dell’isola e del continente. Nell’interesse di un sistema in ginocchio che al di là del grave problema del 41 bis merita di essere affrontato nella sua interezza e complessità”.
























